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E’ l’Astesana la prima Comunità Patrimoniale del Piemonte

Dal nome scelto si evince che la volontà del sodalizio sia riaffermare una forte identità territoriale che sia motore di cultura e sviluppo

Promozione e valorizzazione del territorio: nasce la Comunità patrimoniale Astesana

Ad Asti è nata la prima Comunità patrimoniale piemontese, tra le prime anche in Italia, promossa da un nutrito gruppo di persone, per ora una cinquantina, riunite dall’obiettivo comune di riconoscere, rispettare e valorizzare la nostra città e il nostro territorio, «cominciando dal suo diritto ad un nome consono, vero, il suo, espressione dei nuovi dettami legislativi attorno al concetto di patrimonio culturale: Astesana».

Le Comunità patrimoniali rientrano appieno nello spirito della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, redatta a Faro il 27 ottobre 2005. Documento approvato di recente anche dalla Camera dei Deputati.

La missione del sodalizio

Le Comunità sono un insieme di persone che attribuiscono merito ad aspetti specifici del patrimonio culturale, con il desiderio di sostenerlo, di promuoverne la più ampia fruizione possibile e di educare i membri della loro comunità al suo valore, così da poterlo trasmettere alle generazioni future.

«La Comunità patrimoniale Faro sull’Astesana – si legge in una nota stampa – inizia un’avventura emozionante, imbevuta dello splendido new deal di cui è permeata la Convenzione di Faro: partecipazione e valore delle differenze, rappresentate in primis in un nome oggi incredibilmente perso per strada – commenta Davide Palazzetti, Presidente della Comunità – mia moglie Carla non sarebbe certo felice la chiamassi, anche solo per sbaglio, Laura. Allo stesso modo non lo siamo mai stati noi, nel continuare a sentir chiamare il nostro territorio non con il suo nome. Come in qualsiasi gioco di gruppo, gli obiettivi, in questo caso di sviluppo sociale e culturale, sono comunque più facilmente raggiungibili se portati avanti con spirito di squadra e partecipazione. Fino a ieri non era ruolo dei cittadini farsi promoter, oggi sì, grazie a Faro, quali parti di una comunità, orgogliosa, cosciente del suo grande passato e del suo grande potenziale per il futuro. Per questo è già previsto il massimo allargamento partecipativo. Chi ha piacere ed interesse si faccia sotto. Il momento è dei migliori».

Un’avventura che parte sostenuta con forza della passione dei membri del suo Consiglio direttivo e di molti soci. Del Consiglio fanno parte Alessandro Barone, Gianluigi Bera, Riccardo Crisci, Giulia Gonella, Danilo Rasero, Stefano Scavino, Stefania Toso ed Elisabetta Ugalia.