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E’ querelle sullo “stop” della FICG al Fregoli

«Sarò stato una Cassandra, ma io l’avevo detto e ho avuto ragione. Sul campo da calcio di via Fregoli era stato predisposto un bando “al massimo ribasso” in termini di utilizzo, dando per superflua l’omologazione da parte della FIGC»

«Sarò stato una Cassandra, ma io l’avevo detto e ho avuto ragione. Sul campo da calcio di via Fregoli era stato predisposto un bando “al massimo ribasso” in termini di utilizzo, dando per superflua l’omologazione da parte della FIGC. Ora la stessa ha bloccato le attività sportive e tutto perché l’amministrazione non ha pensato, affidando la ristrutturazione del campo ad una società, a richiedere che fosse omologato, magari prevedendo la possibilità per il gestore di alzare leggermente le tariffe».

Il consigliere comunale Gianfranco Imerito (Lista Civica) commenta così la paradossale vicenda del campo Fregoli, ristrutturato dalla società Colline Alfieri, ad agosto, con una spesa di circa 200 mila euro, ma non omologabile secondo gli standard della Federazione così da non poter essere utilizzato per le partite agonistiche, quelle con l’arbitro federale. Tutto secondo bando disposto dal Comune, ma è proprio questo il problema, in gran parte di natura politica, che solleva l’ex assessore allo Sport: «Le cose si fanno bene o non si fanno – continua Imerito – Due bandi, il primo annullato, il secondo vinto da Colline Alfieri che, a differenza del primo, non dava alcun obbligo sull’omologazione del campo che avrebbe dovuto essere a carico del gestore. La differenza è chiaramente sui costi, ma così si è dato per scontato che, al di là dei giovanissimi, nessuna squadra avrebbe potuto giocare partire di categoria superiore».

r.s.

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