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E’ ufficiale: sarà un Settembre astigiano senza Palio, ma con una Douja d’Or “diffusa” lunga 4 settimane

Si è svolto il confronto tra amministratori locali e regionali: sarà il Vino il grande protagonista del mese mentre il Palio potrà essere "recuperato", ma più avanti

Asti: Palio cancellato per dare spazio al vino e ad una Douja d’Or diffusa

L’incontro tra gli amministratori locali e regionali, che si è svolto oggi pomeriggio in Provincia, ha definitivamente chiuso a ogni ipotesi di far correre il Palio di Asti il 6 settembre, come previsto dal Settembre Astigiano, ma ha confermato il salvataggio della Douja d’Or con un format “diffuso”, innovativo, che darà una mano alle aziende locali a riprendersi dopo la batosta economica dovuta all’emergenza sanitaria.

Il Festival delle Sagre non ci sarà, nessun ripensamento a riguardo, ma gli amministratori hanno deciso di provare comunque a organizzare, non si sa quando e come, un week end per coinvolgere i territori in qualcosa che possa valorizzare le eccellenze del territorio, probabilmente delle mini Sagre diffuse su tutta la città. Più che un’ipotesi una volontà espressa nell’ottica di sostenere i paesi che nelle Sagre vedono un momento di promozione, ma anche sostentamento per finanziare progetti in favore delle loro comunità.

Presente all’incontro in Provincia il governatore del Piemonte Alberto Cirio, il vice Fabio Carosso, gli assessori Marco Gabusi e Vittoria Poggio, il sindaco di Asti Maurizio Rasero, il presidente della Provincia Paolo Lanfranco, l’assessore comunale Loretta Bologna, il presidente della Camera di Commercio Renato Goria e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti Mario Sacco.

Come sarà la Douja d’Or in tempi di Covid

“Sono molto soddisfatto di questa giornata – ha commentato Carosso – perché ora sappiamo ufficialmente che la Douja d’Or si farà, anche se diversa dall’anno scorso. Una Douja per la quale presteremo grande attenzione al marketing e alla promozione del territorio con altri appuntamenti che definiremo nei prossimi giorni”. Nessuna cifra è emersa durante l’incontro con  i giornalisti, ma la Regione finanzierà l’evento insieme ai partner che la Camera di Commercio ha già individuato in Piemonteland e nei Consorzi dell’Asti Spumante DOCG, della Barbera, del Brachetto e altri.

Il nuovo format della Douja in tempi di Covid è top secret, consegnato in bozza al presidente Cirio. Il presidente della Camera di Commercio Goria ha comunque spiegato cosa contiene. “L’obiettivo che ci siamo dati è quello di aumentare i flussi turistici per far lavorare di più le imprese. Abbiamo pensato a una Douja diffusa tenuto conto dei rischi del Covid, anche se oggi sembrano essere diminuiti. Il format è un misto di tradizione e innovazione”.

In sintesi si punterà a coinvolgere i ristoratori e baristi affinché siano i primi a promuovere i prodotti del territorio e i vini dei Consorzi partner della Douja. L’evento durerà per tutto il mese di settembre, prendendo il posto anche del Palio e delle Sagre, ma poiché quest’anno non è stato indetto il concorso nazionale dei vini necessario a decretare i vincitori, all’inaugurazione saranno premiati i vincitori delle ultime cinque edizioni della Douja. “Circa 100 imprese, – ha precisato Goria – di cui il 50% piemontesi”.

La collaborazione con l’ONAV servirà a portare la Douja nelle cantine e nelle vigne creando eventi, tutti in sicurezza, per conoscere il vino direttamente tra i produttori. Si chiederà a chef blasonati di preparare menu d’autore che i ristoranti potranno riproporre ai loro clienti e, in collaborazione con l’ASCOM, ci saranno momenti di formazione per ristoratori e baristi affinché “spingano di più i prodotti del territorio”.

La Douja 2020 sfrutterà le piazze della città, ma anche i palazzi storici dove si svolgeranno degustazioni, a cominciare di quelle del Vermouth in programma nel Salone degli Specchi di Palazzo Ottolenghi.

La mostra degli Arazzi Scassa a Palazzo Mazzetti

Anche la Cultura avrà la sua parte e lo farà con una mostra speciale, a Palazzo Mazzetti, dedicata agli Arazzi Scassa. A confermarlo il presidente della Fondazione CrAsti Mario Sacco. “In un momento di grande difficoltà si deve rilanciare e quindi ringrazio tutti per la collaborazione profusa nell’organizzazione di questi eventi. Scassa è un grande artista del nostro territorio e la mostra dei suoi arazzi, a Palazzo Mazzetti, durerà da settembre alla fine dell’anno”.

“Il Palio si potrà organizzare in una settimana”

Il Palio non si farà. Alla fine anche il sindaco di Asti Rasero ha ufficializzato la cancellazione della corsa prevista per la prima domenica di settembre. “Il Palio non si farà il 6 settembre – ha detto Rasero – anche se siamo pronti a confrontarci con la Regione in qualsiasi momento per organizzarlo da una settimana all’altra”. Anche Rasero è tornato sull’ipotesi, circolata questa mattina, di recuperarlo più avanti, magari a fine ottobre, dopo il passaggio del Giro d’Italia. Solo ipotesi, nulla di certo perché sul punto dovranno esprimersi i rettori e si dovrà sempre tenere conto dell’andamento dell’epidemia. Il Comune, in ogni caso, è già al lavoro per organizzare la Fiera Carolingia saltata a maggio a causa del lockdown. In questo caso si pensa di allestirla l’ultima domenica di settembre.

Nessun Festival delle Sagre, ma forse ci sarà un altro evento con le Pro Loco

Il Festival delle Sagre non si farà; potrebbe, però, esserci un nuovo evento nel quale coinvolgere le Pro Loco portando le loro specialità in buona parte delle piazze di Asti.

“Vogliamo lavorare a qualcosa di diverso rispetto alle Sagre che permetta ai territori di essere comunque ad Asti – ha spiegato il presidente della Provincia Paolo Lanfranco – Un evento, che possiamo definire una vetrina del territorio, organizzato in tutta la città per un week end”. Lanfranco annuncia il tentativo di creare una manifestazione “di promozione per l’economia di tutto il territorio per non cancellare totalmente quella che è una tradizione degli astigiani”. Di queste “Sagre”, non ci sono altre certezze, neanche un’eventuale data di svolgimento perché tutto sarà deciso più avanti in un confronto con gli attori principali. E’ certo che non saranno le Sagre con la sfilata della vita contadina di un tempo, né con il Villaggio in piazza del Palio dove ci sarebbero pericolosi assembramenti impensabili durante una pandemia come quella in corso.

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