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Elezioni Europee: il PD astigiano analizza il risultato

Il segretario provinciale Giuseppe Goria e l'ex deputato Massimo Fiorio commentano i risultati delle elezioni europee

Il progetto del PD non è ancora alternativo alla Lega

E’ un’analisi tra luci e ombre quella che alcuni rappresentanti del Partito Democratico fanno dopo l’esito del voto per le Elezioni Europee. Considerazioni scaturite dai risultati di domenica, ma anche da quello che è successo dal 4 marzo 2018 quando le Elezioni Politiche aprirono la strada alla nascita del Governo giallo/verde di Lega e Movimento 5 Stelle.
Per il rinnovo del Parlamento Europeo il Partito Democratico incassa, in provincia di Asti, 20.658 voti (19,76%) superando il Movimento 5 Stelle (12.617 voti, 12,07%), ma subendo un clamoroso distacco dalla Lega che fa il record di preferenze: 45.092 voti con il 43,13% su base elettorale.
«L’analisi è abbastanza chiara: – commenta il segretario provinciale del Partito Democratico Giuseppe Goria – Salvini prende un sacco di voti e i Cinque Stelle sono andati malissimo. Il PD guadagna un po’ di voti, ma non si può dire che il suo progetto sia già stato ritenuto l’alternativa alla Lega e al centrodestra. Un progetto che non è ancora ben a fuoco, manca probabilmente di chiarezza e, stando al risultato degli spogli, i voti persi dal Movimento 5 Stelle non sono confluiti nel centrosinistra».

Fiorio: «Da solo il PD non basta»

E’ presto per dire quanto la “cura” Zingaretti, attuata da poco tempo e con l’obiettivo di voltare pagina dopo l’amministrazione renziana del partito, sia stata recepita e premiata dagli elettori di centrosinistra, ma l’analisi del voto per le Elezioni Europee, almeno secondo l’ex deputato del PD Massimo Fiorio, non potrà non creare un effetto domino sull’attuale Governo “del cambiamento”.
«In Europa i partiti conservatori si sono fermati – commenta Fiorio – e noi usciamo molto più isolati da questa vicenda. Il PD ha tenuto lo zoccolo duro degli elettori, Zingaretti un po’ fa, ma il Partito Democratico da solo non basta ed è necessario un progetto allargato. E’ indispensabile dire la verità, bisogna parlare delle cose come stanno e credo che si debba guardare alle zone non metropolitane dove il partito deve intervenire: abbiamo smantellato le Province e le aree rurali hanno sofferto».
In tutta risposta gli elettori hanno cercato un partito che possa rispondere alle loro esigenze, identificandolo nella Lega. «Ambiente e sociale sono due questioni fondamentali che bisogna affrontare, ma per quanto riguarda il Contratto di Governo – continua Fiorio – credo sia esaurito. I Cinque Stelle, se continuano in questo modo, spariranno politicamente e la prima azione che dovrebbero intraprendere è far dimettere Di Maio». Quindi è corretto ipotizzare un effetto domino delle Europee sul Governo Conte? «Non ci sono i tempi tecnici per votare a settembre, – conclude Fiorio – ma è molto probabile che le elezioni si tengano nel 2020 e con queste legge elettorale che sta bene a tutti».

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