Elezioni regionali, Pd contro PdlGiustizia fatta o vicenda incredibile?
Attualità

Elezioni regionali, Pd contro Pdl
Giustizia fatta o vicenda incredibile?

Si potrebbe tornare alle urne già in primavera, in anticipo di circa un anno, per eleggere il nuovo governo regionale del Piemonte. Un’eventualità scaturita dopo la sentenza del Tar, che ha

Si potrebbe tornare alle urne già in primavera, in anticipo di circa un anno, per eleggere il nuovo governo regionale del Piemonte. Un’eventualità scaturita dopo la sentenza del Tar, che ha accolto il ricorso da parte di Mecerdes Bresso contro il risultato elettorale del 2010, invalidandone quindi  l’esito. All’epoca, il leghista Roberto Cota aveva vinto appunto sull’uscente Bresso (Pd), con 9 mila voti di scarto. Nello specifico, il ricorso in questione è legato allo scandalo per cui sarebbero state falsificate le firme a sostegno della lista Pensionati per Cota di Michele Giovine (quest’ultimo condannato in via definitiva dalla Cassazione), che aveva raccolto circa 27 mila voti.

Contro la sentenza del Tar, arrivata venerdì pomeriggio, è comunque prevista la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato, come lo stesso Cota ha annunciato che farà. Intanto, sabato, la Lega e il centrodestra hanno fatto quadrato attorno al governatore, manifestando in piazza a Torino, dove il Carroccio ha organizzato una fiaccolata. Tante le reazioni e le polemiche. Se da un lato, il centrosinistra esprime soddisfazione e si prepara già alle elezioni, indicando tra i papabili alla presidenza l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che ha dato la propria disponibilità, dall’altro la Lega esclude le dimissioni. Ma quali scenari potrebbero aprirsi nel frattempo?

«Siamo felici – afferma il consigliere regionale Angela Motta (Pd) – di andare al voto, anche perché da tempo crediamo che questa Giunta non abbia governato bene. Detto ciò, se il Consiglio di Stato si pronuncerà entro il 20 marzo e non accoglierà il ricorso di Cota, si potrà ancora votare a maggio, in abbinamento alle europee. Cosa che riteniamo la soluzione ideale. Non è però ancora chiaro ciò che succederà fino a quella data cioè se l’attuale Giunta proseguirà la propria attività o se ci sarà una sua immediata decadenza con l’arrivo di un commissario». Più in generale, per il Pd piemontese «la sentenza fa giustizia di comportamenti illegittimi e restituisce ai cittadini la responsabilità di scegliere chi li governerà». Al riguardo, l’onorevole Fabio Lavagno (Sel) auspica che «si torni al voto per ridare dignità e legittimità alla Regione», mentre per Vanda Bonardo (Sel) «si deve convocare al più presto un tavolo di centrosinistra per discutere il futuro governo del Piemonte».

Ringraziando la Bresso, i radicali piemontesi sostengono che «dopo quattro anni è stata ripristinata la legalità» e chiedono che «il Consiglio regionale sancisca subito la decandenza di Giovine». Sul fronte invece di centro destra, così il consigliere regionale Rosanna Valle (eletta nella lista del Pdl e appartenente al gruppo consiliare Progett’Azione) commenta la sentenza del Tar: «E’ assurdo che si giunga a un giudizio di questo tipo dopo 4 anni dalle elezioni. La vicenda ha dell’incredibile. Questa sentenza, al di là del merito, pone il Piemonte in una situazione di precarietà, mentre oggi serve stabilità. Abbiamo bisogno di garantire la governabilità e la situazione che stiamo vivendo non ci aiuta: si aprono prospettive di nuovi contenziosi, con tempi non definibili. Per quanto mi riguarda – annota – continuerò a lavorare, in base alle possibilità che mi verranno date, assicurando il mio impegno. Di certo, non modificherò il mio atteggiamento nei confronti di chi mi conosce da tempo e ha modo di valutare il mio operato politico e amministrativo con un bilancio pluriennale: sarò sempre a disposizione della mia gente». Per Stefano Allasia, deputato torinese del Carroccio, «la sentenza del Tar è inverosimile e invalida un voto democratico».

Non da ultimo, l’assessore regionale al Lavoro Claudia Porchietto sostiene che «c’è ben poco da festeggiare» ricordando «che ci stiamo giocando migliaia di posti di lavoro, considerato che i tavoli di crisi aperti in Regione necessitano di una cabina di regia regionale».

Manuela Zoccola

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale