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Emanuele “Manu” Olivieri, il 2020 è mondiale

Salto di qualità per il tredicenne che gareggia sui kart. La "scuola" di Dindo Capello

Il giovane talento canellese parteciperà al Wsk

Primi test della stagione per Emanuele “Manu” Olivieri, il driver canellese campione di kart. Il giovane pilota nel 2020 farà il salto di qualità gareggiando in Wsk, circuito internazionale organizzato da Wsk Promotion. Vero e proprio campionato mondiale della specialità è spalmato su una decina di gare ospitate su piste e autodromi nazionali. Nel tempo la Wsk si è imposta conquistando l’interesse dei principali costruttori mondiali.

Occorrono tecnica, talento e qualità, doti che Manu Olivieri ha mostrato di possedere e nelle quali crede il suo principale sostenitore, Rinaldo “Dindo” Capello, plurivincitore a Le Mans e Indianapolis.

Ottimi risultati nelle prove libere

«Nel primo weekend di gennaio abbiamo chiuso la sessione di test provando i nuovi motori e i pneumatici, diversi da quelli utilizzati gli anni scorsi» spiega papà Fabrizio, che lo segue sempre nei circuiti e in gara. Team che si avvale di un gruppo collaudato di tecnici con il motorista-meccanico Andrea Wiser addetto alla preparazione del kart. «I due giorni sul tracciato di Lonato sono stati più che positivi – racconta Fabrizio Olivieri -. Manu è riuscito, in entrambe le giornate, a far segnare il miglior tempo su una settantina di piloti provenienti da tutto il mondo».

In gara dal 23 al 26 gennaio a Adria

Risultati che fanno ben sperare in vista della prima gara del campionato mondiale 2020 di go-kart in programma dal 23 al 26 gennaio sul circuito internazionale di Adria, con prologo il 18 e 19 sempre sul medesimo tratto d’asfalto per le prove. «Sarà l’occasione per testare il gruppo e impostare il lavoro futuro» anticipa il padre del pilota tredicenne. Che ringrazia anche l’istituto “Nostra Signora delle Grazie” di Nizza Monferrato dove Emanuele Olivieri frequenta le scuole dell’obbligo. «Abbiamo trovato in loro ascolto e disponibilità, visto che questo impegno lo obbliga a qualche forzata assenza» dice la famiglia Olivieri.

 

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