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Emergenza Coronavirus: la Provincia ha chiuso le palestre, il Comune valuterà

Il Decreto del Presidente Conte lascia la possibilità di usarle con delle precauzioni, ma diverse associazioni hanno preferito fermarsi

Coronavirus: 43 positivi di cui 15 ricoverati al Massaia

Giovedì sera si contavano 15 pazienti ricoverati al Cardinal Massaia di Asti perché positivi al Covid-19: 4 in rianimazione e 12 nel reparto malattie infettive. In totale i casi di positività al Coronavirus nell’Astigiano hanno raggiunto quota 43 confermando il dato più pesante del nostro territorio rispetto a tutte le altre province. Casi che, in larga parte, si riferiscono agli anziani che hanno partecipato ai famosi soggiorni marini di Alassio e poi messi in isolamento fiduciario sotto osservazione da parte dell’Asl.

Il sindaco Rasero: «Non siamo una zona rossa»

Come se non bastassero i problemi causati dal Covid-19, giovedì qualcuno ha messo in giro la voce che Asti sta per essere dichiarata “zona rossa”. Una notizia rimbalzata ovunque e arrivata fino in Comune dove sono state decine le telefonate di cittadini che chiedevano spiegazioni. «Anche a me è arrivata questa voce – replica il sindaco Rasero – e sono state tantissime le telefonate giunte alla mia segreteria. Ribadisco che non siamo una zona rossa».

Scuole chiuse, palestre aperte?

Mentre si attende di sapere se le misure di contenimento prese dal Governo portino a una diminuzione dei contagi sul territorio nazionale, anche molti astigiani, soprattutto genitori di bambini in età di scuola, si sono domandati che senso avesse sospendere le lezioni a scuola con Decreto del Presidente del Consiglio (almeno fino al 15 marzo), ma tenere aperte le palestre pubbliche e, in particolare, quelle della Provincia e del Comune dove le associazioni sportive hanno ripreso i loro allenamenti pur con le precauzioni indicate dal Decreto.

Così, fino a ieri, tutte le palestre delle scuole comunali, il Palazzetto di via Gerbi e la piscina erano aperte e anche quelle della Provincia per la regolare attività sportiva extrascolastica nel rispetto delle norme e dei comportamenti contenuti nelle ordinanze.

In questa situazione è toccato alle società sportive decidere se e come organizzare gli allenamenti che coinvolgono, in primis, proprio quei ragazzi tenuti lontani dai banchi di scuola. Così la PlayAsti ha deciso di non riprendere gli allenamenti delle squadre fino alla serie C e anche l’associazione Asd C.S.K.S Asti ha preferito, in via precauzionale, tenere a casa gli allievi seguendo il calendario delle scuole.

Questo fino al pomeriggio di ieri quando la Provincia è tornata sulle sue decisioni chiudendo tutti i suoi impianti, in via precauzionale, all’attività sportiva extrascolastica e fino a data da destinarsi. Il Comune potrebbe decidere oggi se chiudere o meno.

Una mini “task force” per i sindaci astigiani

Tra le varie iniziative prese dagli amministratori locali per fronteggiare l’emergenza Coronavirus si segnala anche quella del presidente della Provincia Paolo Lanfranco che ha deciso di creare una sorta di task force locale per dare assistenza a tutti i sindaci del territorio in questi momenti di crisi. “Si tratta di un canale istituzionale in più per dare loro aiuti nel caso ci fossero dubbi interpretativi sui decreti e sulle ordinanza vigenti” spiega Lanfranco aggiungendo che è stato istituito un indirizzo mail apposito per inoltrare le richieste del caso.

I circoli per gli anziani

Ci sono, poi, i circoli per gli anziani che il Decreto non ha chiuso esplicitamente sebbene anche per i soci sia valida l’indicazione di restare a 1 metro di distanza l’uno dall’altro. Anche in questo caso ogni associazione sembra aver preso decisioni per proprio conto. Ad esempio il presidente della Società Agricola Operaia di Portacomaro stazione, Francesca Dalcielo, ha preferito sospendere fino al 3 aprile tutte le gare a carte. «Vista anche l’età avanzata di molti giocatori provenienti da diversi Comuni, – spiega – abbiamo deciso di tutelare il più possibile la salute di tutti. Attendiamo le prossime linee guida della Regione Piemonte e da Roma per sapere come muoverci in seguito».

«Scusandoci per il disagio – aggiunge il consigliere comunale e vice presidente della SOA Paolo Bassi – confermiamo che gli orari di apertura rimarranno comunque invariati, saranno sospese solo le riunioni e le partite a carte».

Il Comune pensa ad aiuti per i cittadini

Intanto il sindaco Maurizio Rasero ha chiesto ai tecnici comunali di verificare la possibilità, nel rispetto della salvaguardia del bilancio, di assumere provvedimenti che possano agevolare i cittadini che hanno subito forti ricadute negative. «L’amministrazione è consapevole che tali scelte dovranno essere prese dal Governo al fine di far ripartire il nostro Paese, – commenta il sindaco – ma se ognuno nel proprio piccolo avrà la possibilità di intervenire, noi non ci tireremo indietro come già è avvenuto per la riduzione delle rette degli asili». Va da sé che il Comune non può elargire soldi ai privati, ma potrebbe valutare di posticipare il pagamento della tassa rifiuti rispetto alle scadenza già in programma. Difficile, invece, pensare che abolisca la tassa di soggiorno per rilanciare il turismo locale anche perché incide in maniera molto bassa sul costo di pernottamento e il gettito va interamente all’Agenzia turistica Langhe, Monferrato e Roero.

Intanto la CGIL ha fatto sapere di aver spostato la commemorazione delle Brusaje prevista l’8 marzo al cimitero.

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