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Attualità

Emergenza Covid 19, all’Hotel Palio infermieri e medici “pendolari” e il conto lo paga la solidarietà

Asti è la prima città in Piemonte ad offrire questo servizio a chi è in prima linea nella cura dei pazienti affetti da Covid 19

Asti è la prima città del Piemonte a offrire questo servizio

Un bel primato, una volta tanto, della città di Asti che in due giorni ha ricevuto e dato seguito ad una richiesta accorata avanzata dal sindacato Nursing Up a nome dei tanti infermieri e medici che stanno lavorando in prima linea all’ospedale di Asti per la cura dei pazienti affetti da Covid 19.

Personale sanitario che ha necessità di un luogo vicino in cui andare a riposarsi fra un turno (massacrante) e l’altro. Molti di questi medici e infermieri arrivano da fuori Asti o addirittura da fuori provincia e l’esigenza era quella di non aggiungere allo stress delle giornate infinite in corsia e in Terapia Intensiva, anche quello degli spostamenti, sottraendo tempo prezioso al riposo e al recupero delle forze fisiche ed emotive.

Rischio di contagiare la famiglia

Inoltre, una parte di personale sanitario che tutto il giorno lavora a diretto contatto con pazienti positivi, ha espresso la necessità di non voler far rientro nelle proprie abitazioni e dalle proprie famiglie per non rischiare di portare in casa il contagio, soprattutto per chi ha figli piccoli o anziani.

Una richiesta che è stata avanzata sia alla direzione dell’Asl di Asti che al Comune. Ed è proprio il sindaco Maurizio Rasero a raccontare come è stata risolta.

«Nel giro di qualche ora, appurata la dimensione di queste richieste, ho contattato il commissario dell’Asl, Messori Ioli e gli ho fornito un elenco di strutture alberghiere in città pronte all’accoglienza del personale sanitario a prezzi calmierati».

L’offerta dei cittadini: alloggi, camere, camper

Ma è dall’appello durante l’ormai tradizionale diretta serale del sindaco che la città ha dato il meglio di sè. Infatti, una volta diffusa questa necessità di infermieri e medici di trovare “casa” ad Asti, sono stati numerosissimi i cittadini che hanno immediatamente risposto mettendo a disposizione alloggi vuoti, camere indipendenti e addirittura i camper. «Ma servivano sistemazioni immediatamente pronte – spiega ancora Rasero – e abbiamo optato per la soluzione alberghiera».

Domani l’hotel Palio riapre solo per loro

Per ora sarà l’Hotel Palio, in via Cavour, ad ospitare i primi medici ed infermieri nel loro turno di riposo. Una decina di camere con trattamento di mezza pensione. Così, a partire da domani, lunedì, l’albergo riaprirà esclusivamente per questi clienti molto speciali con un personale ridotto alle strette necessità del personale sanitario. “È il nostro contributo a questa emergenza sanitaria – dice Luca Mogliotti, titolare dell’hotel – Abbiamo presentato un’offerta con tariffe ben lontane da quelle solitamente praticate perché ci siamo sentiti di fare la nostra parte dal profondo del cuore. Abbiamo solo chiesto all’Asl una fornitura adeguata di dispositivi di protezione individuale per la sicurezza dei dipendenti che saranno al servizio dei nostri ospiti sanitari”.

Cittadini e associazioni pagheranno il conto

Slancio solidale importante anche per quanto riguarda chi pagherà il conto: «Stiamo raccogliendo offerte e impegni da cittadini e associazioni – spiega Rasero – che si sono messi a disposizione per coprire i costi alberghieri di queste persone che, in questi giorni, stanno conducendo una vera e propria battaglia per la salute dei nostri cari. Sono molto orgoglioso di questa risposta della città».

Il grazie del sindacato

«Si tratta di una vittoria del buon senso e la dimostrazione pratica che, grazie alla collaborazione propositiva e alla volontà di Comune e Asl di ascoltare le necessità di chi opera in prima linea – commenta il Segretario Regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta del Nursing Up, Claudio Delli Carri – si possono fare concreti passi avanti nella sicurezza degli infermieri, dei professionisti della salute e dei loro famigliari. Non possiamo che ringraziare il Sindaco di Asti e la direzione dell’Asl di Asti. Crediamo che l’esempio di Asti, dove la mediazione del sindacato ha portato ad una soluzione positiva, debba essere ripreso anche nelle altre province e realtà del Piemonte».

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