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Emergenza Covid-19: l’Ordine dei Medici critica il responsabile dell’Unità di Crisi del Piemonte

Chiesta al Governatore Cirio l’immediata sostituzione di Mario Raviolo, direttore dell’Unità di Crisi regionale

L’Ordine dei Medici chiede l’immediata sostituzione del direttore Mario Raviolo

La lettera che il Presidente della Regione Alberto Cirio e i vertici della Sanità piemontese hanno ricevuto venerdì da parte della Federazione regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi Odontoiatri del Piemonte, è stata una denuncia pesante contro Mario Raviolo, direttore di crisi regionale. “Siamo stati lasciati soli nella prima linea della gestione della diffusione del Covid 19 – lamentano i medici di base – senza dispositivi di protezione e senza direttive chiare”, una gestione dell’emergenza inefficiente quindi, secondi la lettera e un vero e proprio attacco a Mario Raviolo di cui i medici di base chiedono l’immediata sostituzione tanto più che era stato lo stesso direttore di crisi, pochi giorni fa, ad accusare i medici di incompetenza.

Una delle cose che lamentano i medici è, ad esempio, il non sapere che comportamento o documentazione adottare e rilasciare in caso di necessità di quarantena o di isolamento fiduciario o i gravi problemi di comunicazione con i numeri telefonici di gestione dell’emergenza, non avendo loro corsie o linee preferenziali e dovendosi quindi accodare alle numerose chiamate in atto. “I medici hanno espletato la loro funzione di tutela della salute dei cittadini – si legge ancora nella lettera – armati solo del loro coraggio, senso del dovere e preparazione professionale, fino all’autolesionismo.”

In Italia già 2 medici di famiglia hanno perso la vita

Un prezzo troppo alto dove, in Italia, due medici di famiglia contagiati, sono già morti sul lavoro, dove solo in Piemonte oltre trenta medici di medicina generale (ma è un numero in evoluzione), sono in isolamento fiduciario e dove un medico di famiglia, firmatario della missiva, da giovedì è ricoverato in ospedale per polmonite interstiziale contratta durante lo svolgimento della professione. E tutto continua ad accadere perché le numerose richieste avanzate dalla categoria non sono mai state ascoltate.

Ma inaccettabile, la vera miccia che ha fatto da detonatore e che ha minato la fiducia in Mario Raviolo, è stata la comunicazione che lo stesso ha inviato su una gestione non corretta della situazione “l’epidemia in Cina avrebbe dovuto allarmare chi, in Italia, è esperto di emergenze – sottolineano ancora i medici – così da permettere di programmare in tempo le misure per reggere l’impatto sanitario,” una funzione che invece l’unità di crisi e gli esperti di maxi emergenze non hanno svolto.

Lo scopo della lettera è stato quindi quello di richiesta di una immediata riorganizzazione dell’unità di crisi “nelle figure di responsabilità e interlocuzione – terminano i medici rivolti a Cirio – le chiediamo di inserire anche un rappresentante dell’Ordine dei Medici che noi volentieri indicheremo.”

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