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Attualità

Emergenza Covid-19: “Siamo 8 giorni indietro rispetto alla Lombardia”

Il numero degli infettati nella regione è salito a 166 di cui 35 ricoverate in terapia intensiva

Coronavirus: l’assessore Icardi attuerebbe misure più restrittive

“Fosse per me chiuderei tutto, ma le attuali restrizioni sono state prese dal Governo con l’ultimo DPCM. In questo momento la situazione del Piemonte è di 8 giorni indietro rispetto a quella della Lombardia“. Così l’assessore regionale alla sanità Luigi Icardi replica quando, oggi pomeriggio, lo contattiamo per parlare dell’emergenza Coronavirus che sta interessando fortemente anche il Piemonte. L’assessore non nasconde il timore che l’emergenza Covid-19 possa essere ancora lunga e che, come da lui auspicato, non si escludano ulteriori misure per contenere l’epidemia. Nella nostra regione i numeri sono in continua crescita: 166 le persone risultate positive al test sul Coronavirus, 35 quelle ricoverate in terapia intensiva e 5 quelle decedute.

Nell’Astigiano sono attualmente 47 i casi positivi al Covid-19, di cui 17 ricoverati al Cardinal Massaia. Tra questi ci sono 5 persone in rianimazione e 12 curati nel reparto di malattie infettive.

Insomma, il virus continua a cresce nel numero di infezioni e spaventa i cittadini che, tra misure restrittive, scuole chiuse, ma anche tanta disinformazione e bufale on line o sui gruppi WhatsApp, non riescono a capire quanto durerà questa crisi e quale sarà lo stato di salute del sistema una volta superata.

L’assessore alla sanità Luigi Icardi

Le garanzie per gli operatori del 118

Una certezza, nel quadrante sanitario dell’Astigiano e dell’Alessandrino, è data dall’impegno che gli operatori del 118 stanno mettendo, insieme agli infermieri del pronto soccorso e ai sanitari degli ospedali, nell’affrontare una crisi senza precedenti per nessuno di loro.

Gli operatori del 118 sono in prima linea perché intervengono nell’emergenza e non solo sui potenziali casi di Covid-19. A preoccuparli, stando a quanto abbiamo appreso da alcuni di loro, è la situazione che si è venuta a creare dopo lo scoppio dell’epidemia: potenzialmente ogni soggetto da trattare nell’emergenza potrebbe aver avuto contatti con persone a rischio di infezione, magari senza neanche saperlo, e quindi da parte dei sanitari c’è l’esigenza di poter operare in piena sicurezza con gli stessi standard utilizzati, ad esempio, nella vicina Lombardia. Quindi uso delle mascherine FFP2 e FFp3 su ogni intervento con i mezzi di soccorso, anche per casi apparentemente non sospetti, indicazioni molto dettagliate sui protocolli da seguire, esercitazioni e, particolare non secondario, più attenzione alla pulizia e alla sanificazione delle divise che deve avvenire con maggiore frequenza rispetto a prima. Anche di questo parliamo con l’assessore Icardi che replica: “Le mascherine possono metterle, ma non devono essere sprecate. In questo momento sono poche ed è per questo che ne abbiamo acquistate 3 milioni in Brasile. Però, stando a quanto ci riferiscono gli esperti, gli operatori possono anche indossare le mascherine chirurgiche perché il virus non può attraversarle”. Sul lavaggio delle divise, essendo una questione più tecnica, ma non meno importante, Icardi invita gli operatori “a relazionarsi con i loro superiori” per discutere di queste richieste.

Occorrono comportamenti responsabili

La sicurezza degli operatori del 118, degli infermieri nei pronto soccorso, ma anche quella dei dottori è fondamentale affinché il Coronavirus non li infetti obbligandoli alla quarantena che li terrebbe lontani dalla prima linea “di fuoco” mettendo a dura prova il sistema sanitario del Piemonte. Ma i cittadini devono fare la loro parte osservando le prescrizioni e i comportamenti responsabili. Anche per l’assessore Icardi non c’è dubbio che ognuno debba impegnarsi per arginare l’epidemia e questo vuol dire osservare con scrupolo le prescrizioni indicate dal Decreto emanato dal Presidente del Consiglio dei Ministri. “La chiusura temporanea di alcuni pronto soccorso della regione – continua Icardi – è avvenuta perché persone con sintomi riconducibili al Covid-19 si sono presentate sul posto anziché chiamare i numeri dedicati per seguire l’iter previsto”. Chi teme di aver contratto l’infezione o ha avuto contatti con un soggetto positivo, non deve correre al primo pronto soccorso più vicino, ma restare in casa e chiamare i numeri 800.19.20.20 o il 112. Sarà assistito fino all’arrivo degli operatori.

In serata, Icardi ha poi rilasciato alcune dichiarazioni sulla situazione sanitaria regionale: “Visto il sovraccarico dell’Istituto Superiore di Sanità, è probabile che a breve il Piemonte verrà autorizzato a certificare la positività al virus in modo autonomo. Sul fronte dell’assistenza – aggiunge – abbiamo 64 posti di Rianimazione dedicati, ma a breve ne creeremo di nuovi. E probabilmente affiancheremo a quello di Tortona un secondo Covid-19 Hospital piemontese. Inoltre, presso l’Unità di Crisi abbiamo creato un servizio che si occupa delle nuove assunzioni in sanità”.

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