«In verità la situazione è meno critica degli scorsi anni – ci spiega il presidente della Protezione civile e sindaco di Bubbio Stefano Reggio (foto) – Le fonti non sono asciutte quindi anche i Consorzi locali riescono a rifornire le utenze. Per l’acquedotto “Ato” c’è stato un calo di pressione nella rete delle Alpi Cuneesi, ma è dovuto ad un aumento della domanda legata alla maggiore presenza turistica. Sono, invece, davvero in difficoltà, le abitazioni collegate ad una rete locale della zona tra Cassinasco e Bubbio: da quindici giorni alternano momenti (brevi) di disponibilità idrica a assenza di acqua».
La situazione è critica perché, probabilmente, è legata ad un problema strutturale della rete: «Anche riempiendo i serbatoi, l’acqua fatica ad arrivare nelle abitazioni – continua Reggio – Si creerà all’interno delle tubazioni una “bolla d’aria” che impedisce il flusso dell’acqua. A breve ci sarà una riunione tra Amag, Ato, amministratori locali e consorzi per trovare una soluzione. La Protezione civile sta affrontando l’emergenza con le autobotti ed il riempimento delle cisterne delle cascine. Ma non è una situazione che può andare avanti per tanto tempo».
3 risposte
Ma smettetela con questa storia delle piscine! Sono almeno vent’anni che esiste questo problema, sono impianti vecchi sui quali si è sempre lesinato sulla manutenzione, malgrado gli utenti paghino la bolletta e ora si trovano a dover sopperire alle mancanze di Amag e alla disattenzione delle amministrazioni locali, come sempre di tasca propria.
Signor Milo, in verità le utenze cui fa riferimento l’articolo non sono collegate all’acquedotto Amag, ma a quello di Consorzi rurali locali, cioè a reti private che riforniscono un numero limitato di cascine/attività/abitazioni ed attingono a sorgenti minori del territorio. Essendo “proprietà privata” la manutenzione spetta ai consorziati, non alla collettività che generalmente beneficia della rete “pubblica” gestita da Amag o altre società.
Quando si crea un emergenza idrica per gli utenti dei Consorzi rurali, la Protezione civile e l’Unione Montana Langa Astigiana Val Bormida, con le autobotti, riforniscono i serbatori di questi acquedotti (privati) con l’acqua prelevata dalla rete pubblica ed il servizio grava sui bilanci dei Comuni dell’Unione.
Gentile Massimiliano Pettino posso chiederle fonti e dati di questa affermazione?
“Molte case sparse, acquistate soprattutto da turisti stranieri, sono dotate di piscine che richiedono grandi quantità d’acqua che non dovrebbe (ma succede) essere attinta dall’acquedotto. E questo mette in crisi il sistema generale e crea l’emergenza idrica.”
Come ben saprà le piscine vengono riempite una tantum e la stessa acqua viene mantenuta anche per più anni con gli adeguati trattamenti.
Tale affermazione in questo contesto non fa altro che creare disinformazione e fomentare volutamente inutili e non costruttivi scontri tra comparto turistico e agricolo.
Sono pronta a ritrattare e scusarmi di fronte ai dati, se l’affermazione non fosse supportata da fonti, di fronte a un così grave fraintendimento chiedo un errata corrige. Grazie.