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Ermal Meta al Palco 19 con i giovani: quando le parole diventano musica

Un evento per i giovani organizzato dai giovani, con l'intento di favorire la partecipazione di pubblici diversi declinando temi pregnanti di attualità secondo i linguaggi vicini al loro sentire

Successo di Ermal Meta al Palco 19

Un evento per i giovani organizzato dai giovani, con l’intento di favorire la partecipazione di pubblici diversi declinando temi pregnanti di attualità secondo i linguaggi vicini al loro sentire. È questa l’idea con cui nasce NumeroZero della Fondazione Giovanni Goria di Asti, sostenuto dalla Compagnia San Paolo e con cui hanno collaborato Libera, Piam Onlus, Consorzio CO.Al.A e Fondazione Vera Nocentini. Il progetto ha visto coinvolto un gruppo di ragazzi dai 15 ai 18 anni che ha affrontato un percorso di crescita – umana e “professionale” – in cui, passo passo, ha imparato a progettare un evento culturale. Ultima tappa di questo anno di impegno, sudori, sorrisi, battiti del cuore è stata la sfida di organizzare da soli un evento per la nostra città e i suoi giovani. Così, è nato l’incontro, tenutosi lo scorso 5 novembre al Palco 19, con il noto cantautore Ermal Meta.

I ragazzi di “NumeroZero”

La serata, dal titolo “Le parole che diventano musica”, è stata introdotta da un breve video in cui i ragazzi di NumeroZero hanno avuto la possibilità di spiegare il proprio percorso, di raccontarsi. “Per me l’emozione più grande è proprio quella di oggi: incontrare Ermal – dichiara Laura. E subito Francesca aggiunge: “Abbiamo pensato a Meta perchè sa trasmettere temi importantissimi (si pensi per esempio alla lotta contro alla violenza sulle donne in “Vietato morire”, o al terrorismo in “Non mi avete fatto niente”, ndA) con un linguaggio che sa arrivare a tutti, quello della musica”.

Le sue parole arrivano al cuore

E infatti le parole del cantautore, moderate dal giornalista e musicologo Massimo Cotto, arrivano al cuore dei tantissimi che affollano il teatro, accorsi anche da Lombardia, Veneto, Toscana… Meta parla del suo rapporto con la scrittura, delle sue origini come cantante, delle emozioni che prova sul palcoscenico e lo fa con parole così profonde che appaiono leggere, semplici.

La paura come un fuoco

“La paura è come un fuoco – risponde Ermal ai ragazzi di NumeroZero che confessano di averne provata, insieme alla gioia più pura, durante la preparazione dell’evento – se lo governi ti scalda e ti fa bene, ma se è lui a governare te ti brucia e ti fa male. Temere il futuro è normale, ma non lasciate che sottragga bellezza al presente”. Toccantissimo poi il momento in cui hanno preso parola alcuni bambini e ragazzi della comunità albanese di Asti.

Un dialogo in albanese

“Di cognome mi chiamo Meta e per questo mi piacerebbe chiamarti zio” legge all’inizio della sua commovente lettera una ragazza di 16 anni, seguita subito da una bambina che chiede di poter parlare in albanese, “perché sono piccola, ma l’albanese lo so”, come a sottolineare con orgoglio quel sacro legame con le origini che più volte Meta ha ripetuto di non dover scordare mai. È stato così un dialogo tutto in albanese – quello tra il cantautore e la piccola fan – e tutti hanno potuto coglierne l’essenza, nonostante non si capissero le parole, perché come dice in una canzone Ermal “Ti ho chiamato amore in una lingua straniera e tu hai capito perché non serve traduzione”.
E poi è arrivato il momento delle canzoni: Meta, la sua chitarra e l’intero Palco 19 che canta, fa danzare le mani, si commuove: l’augurio che a questo NumeroZero seguano tanti altri bei numeri.9 con

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