Estensione isola pedonale:maggioranza divisa sulle soluzioni da adottare
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Estensione isola pedonale:
maggioranza divisa sulle soluzioni da adottare

La scorsa settimana la riunione congiunta delle commissioni consiliari Viabilità, Commercio e Ambiente. Anna Bosia: “Dovete avere più coraggio”. Viarengo: “Basta con le navette a carico dell’Asp”

«Pedonalizzare il centro storico è una questione di tutela della salute pubblica e di incremento della vivibilità per dare spazi più gradevoli ai cittadini». Enrico Panirossi, presidente della commissione Ambiente (PD), ha difeso così il progetto di pedonalizzazione di piazza Statuto e ricordato come sia «la prima volta in 6 anni che si allarga l’area pedonale di Asti». Più cauto è stato l’intervento dell’assessore alla Viabilità Mario Sorba il quale ha sottolineato i principi a monte delle modifiche su piazza Statuto, ovvero «coniugare gli interessi dei residenti che devono poter parcheggiare ma anche quelli dei commercianti, senza dimenticare i 15/18 mila abitanti delle frazioni che hanno a disposizione un servizio pubblico un po’ in crisi».

Giancarlo Dapavo di Legambiente ha invece evidenziato i problemi di salute dovuti allo smog: «Tutte le città che hanno ridotto il traffico hanno anche abbassato l’inquinamento ed è importante se si considera che, ogni anno, sono migliaia i ricoveri in ospedale a causa di PM10 nell’aria. Questi ricoveri hanno dei costi che gravano sul sistema sanitario, già carissimo». Clemente Elis Aceto (PD) ha lanciato proposte alternative all’attuale viabilità e auspicato, per il futuro, «una chiusura totale di piazza Statuto» mentre Anna Bosia (Uniti per Asti) è stata molto critica verso la scelta della Giunta di rinviare la chiusura della piazza. «Questo rinvio denota una certa mancanza di coraggio perché quel pezzettino di piazza avreste dovuto chiuderlo lunedì. Asti ha 6 mq di pedonalizzazione ogni 100 abitanti – ha ricordato Bosia – mentre Verbania ne ha 254 e questo significa che siamo ultimi in Piemonte e tra gli ultimi in Italia. Le commissioni si devono preoccupare sì della salute dei cittadini ma anche della qualità della vita degli astigiani che oggi non è buona. Vi chiedo quindi di avere più coraggio nel fare delle scelte».

Renzo Viarengo, presidente della commissione Viabilità (IDV) è intervenuto più volte dicendo che «manca un’organizzazione che deve venire all’interno della città e che non si può creare in due minuti. Per togliere l’inquinamento non basta chiudere piazza Statuto ma fosse per mei chiuderei tutto corso Alfieri da piazza I maggio a piazza Torino. Bisogna però pensare anche a chi vive nelle frazioni affinché possa prendere il bus anche 13 volte al giorno – ha poi detto Viarengo un po’ provocatoriamente – ma bisogna anche smetterla con quelle navette che girano a carico dell’Asp». Viarengo si è inoltre lamentato per il fatto di aver appreso solo dai giornali quali fossero le intenzioni del Comune su piazza Statuto.

Molto critico l’intervento di Angela Quaglia (PDL) contraria alla chiusura di piazza Statuto così come deciso dall’amministrazione: «Se il problema è la salute non lo si risolve togliendo 10 parcheggi ma dirottando fuori dalla città le auto che non dovrebbero entrare. Aver cancellato il progetto della tangenziale sud ovest è stato un grosso errore ed è forse il caso che venga presentato un disegno finale molto più articolato di questo». Il presidente della commissione Commercio Raffaele Giugliano (Moderati) ha chiamato in causa il Centro commerciale naturale «perché si faccia portatore di proposte da parte dei commercianti» mentre Riccardo Fassone (PD) ha spiegato che la valorizzazione del centro storico dovrà essere fatta «coinvolgendo gli assessorati alla Cultura, Turismo, Servizi Sociali e Sport. I turisti hanno diritto di girare senza essere investiti ma occorre ripensare agli spazi per i bambini senza trascurare le esigenze del commercio. Da qui a 5 anni vorrei avere una città ridisegnata nel suo complesso dove la zona di "struscio" non sia solo limitata a corso Alfieri ma anche in tutte le altre vie del centro».

Oscar Ferraris ha però parzialmente spento i progetti ottimistici di molti suoi colleghi consiglieri: «Ci siamo dimenticati che Asti è un paesone ed è improponibile usare auto elettriche per muoversi dalla campagna alla città mentre si potrebbe agevolare il parcheggio di chi usa mezzi a metano. Chi fa il pendolare è costretto ad usare la macchina anche a causa di tagli sul servizio pubblico. Questa è la realtà anche se non vogliamo ammetterla. È improponibile – ha aggiunto Ferraris – che il servizio pubblico possa servire a chi fa il pendolare». Mariangela Cotto (Noi per Asti) ha chiesto al Comune «di effettuare verifiche sui permessi per accedere nell’isola pedonale dove circolano troppe auto ma anche di controllare se i cortili che i costruttori avrebbero dovuto mettere a disposizione per far parcheggiare vengano effettivamente aperti».

Marcello Coppo (Fratelli d’Italia) ha smontato il piano di pedonalizzazione di piazza Statuto «che da progetto geniale si è ridotto ad una roba che fa ridere. Personalmente – ha detto – ho sentito molti commercianti contrari a questa roba qua ma magari a voi hanno detto una cosa e a noi un’altra. Sarebbe quindi utile convocare una commissione aperta dopo le 20 per confrontarci tutti insieme con loro e sapere cosa ne pensano». Giorgio Caracciolo (UDC) ha chiesto infine all’amministrazione «di avere più coraggio ampliando la ZTL a grandi o piccoli passi ma anche rivedendo il sistema di trasporto pubblico, il bike sharing e dicendo ai commercianti di rilocalizzare altrove le proprie attività che necessitano di clienti dotati di auto».

r.s.

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