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Raccolta firme

Eutanasia legale: Asti una delle città più sensibili grazie alle nuove generazioni

Il comitato per la proposta referendaria di Eutanasia Legale in Italia ha superato in soli due mesi la soglia minima di firme necessarie

Le 500 mila firme sono state raggiunge, ora si punta alle 750 mila per sicurezza. Il comitato per la proposta referendaria di Eutanasia Legale in Italia ha superato in soli due mesi la soglia minima di firme necessarie e Asti non è da meno. «Ad Asti siamo già a 1863 firme, raccolte dal 3 luglio all’8 agosto. Siamo la 15esima città in Italia sotto i 200 mila abitanti ad aver raccolto più firme. È un risultato importante» sostiene Mauro Bosia, consigliere comunale per Uniti si può e autenticatore, durante la conferenza stampa organizzata presso la Casa del Popolo. Negli anni passati erano state due le proposte di legge di iniziativa popolare per legalizzare l’eutanasia, vale a dire la possibilità per persone colpite da malattie terminali e incurabili e affette da grandi dolori di scegliere di morire. Le dinamiche parlamentari non avevano però portato a nulla di fatto. «Questa volta non serve passare dal Parlamento. Il referendum andrebbe ad abolire parte dell’articolo 759 del Codice Penale che punisce l’omicidio del consenziente, ma rimarrebbero le aggravanti».

A stupire maggiormente è stato il grandissimo interesse riscontrato nella popolazione. «Una partecipazione trasversale» sottolinea Bosia. Ai banchetti gestiti da 9 volontari si sono viste persone di diverse fasce d’età e orientamenti politici: elettori di destra, anziani che per esperienze personali hanno sottoscritto il referendum convinti, giovani cattolici o provenienti da cultura islamica. «Non c’è scontro tra civiltà, è più una questione generazionale – dice Bosia – il vero traino sono stati giovani e giovanissimi nati dal ‘98 al 2003». Millenials e generazione Z hanno avuto infatti un ruolo fondamentale nella raccolta delle firme anche per il ruolo svolto dai social.

Anche Pinuccia Cantarella, responsabile provinciale del comitato Eutanasia Legale, ha scoperto del referendum sui social e sottolinea il silenzio dei media mainstream nazionali. Cantarella sottolinea quanto la cittadinanza abbia bisogno una legalizzazione dell’eutanasia come dimostrato da decine di testimonianze durante i banchetti di persone che avevano visto coniugi, parenti, figli con una malattia incurabile e sofferenti chiedere di poter morire. «I sondaggi non danno meno del 60% dei favorevoli, questo paese è molto più avanti di quanto si pensa».

Il comitato ringrazia per lo spazio e l’aiuto offerti Casa del popolo, Astipride, Fuoriluogo, Diavolo Rosso, CGIL, Circolo Way Assauto e Circolo Nosenzo. La campagna di raccolta firme continua e da poco è possibile firmare anche online con l’uso dello SPID.

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