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Fare vacanza nell’Astigiano per riscoprire “le proprie radici”

Oltre 3.700 astigiani vivono all'estero e potrebbero tornare "a casa" per trascorrere le ferie estive alla scoperta della loro storia

Vacanze all’insegna del proprio passato alla scoperta dei legami con il territorio

Approfittare delle vacanze estive, specie in un momento di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo, per tornare al passato, scoprendo le radici che ci legano a un dato territorio. E’ questa la proposta lanciata dall’amministrazione comunale di Asti che guarda agli oltre 3.700 astigiani residenti all’estero (dati A.I.R.E) invitati, per l’estate, a visitare Asti e la sua provincia così da percorrere un viaggio anche alla ricerca delle loro radici.

Si tratta di un’iniziativa interessante rivolta, in particolare, a 611 astigiani presenti in Francia (16,30%) ai 365 della Germania (9,74%), ma non mancano gli astigiani residenti in Argentina (741 presenze – 19,77%) e negli Stati Uniti con 176 presenze (4,70%).

Un appello che, allo stesso tempo, ha l’obiettivo di aiutare il settore turistico locale messo in profonda crisi durante il lockdown da Coronavirus.

Un turismo tra “identità” e “sentimento” sul quale stanno lavorando più assessori, a cominciare da Mariangela Cotto che ai piemontesi nel mondo ha dedicato molta attenzione con viaggi e iniziative di sostegno e che vuole non disperdere questo patrimonio di legami e tradizioni, “per ricordare – spiega – che abbiamo parenti che forse ignoriamo, volti dietro indirizzi e calligrafie ad inchiostro su buste ingiallite, per girare e riscoprire le fatiche di ieri con la fortuna di avere radici”.

“The home of Buon Vivere”

“L’iniziativa Astigiani nel mondo –  aggiunge l’assessore al turismo Loretta Bologna – si rileva quanto mai utile ed appropriata in un periodo così difficile per il turismo, consentendo di ricreare un clima di colleganza e di amicizia in cui vivere Asti, città d’arte e importante centro vitivinicolo e di eccellenze enogastronomiche, come “The home of Buon Vivere” proposta turistica che nessuno meglio degli astigiani sparsi in tutto il mondo è in grado di apprezzare”.

Se l’idea di ripercorrere i passi lungo la propria storia familiare è parte della vacanza, anche gli uffici dell’anagrafe sono pronti a fare la loro parte per incentivare gli astigiani nel mondo a tornare nel Monferrato: “Si renderanno disponibili – aggiunge l’assessore Renato Berzano – alla ricerca genealogica rintracciando le affinità e le relazioni parentali, attraverso lo screening dei documenti che ne testimoniano i modi di vita, il grado di istruzione, i luoghi dove essi hanno abitato e hanno trascorso la loro esistenza, le professioni e i mestieri che hanno esercitato”.

Anche per il sindaco Maurizio Rasero il turismo delle radici “è un’opportunità che Asti non deve trascurare perché funzionale allo sviluppo economico del nostro territorio”. “Invito tutti gli astigiani all’estero – conclude Rasero – ad usufruire di questa opportunità per creare una rete sempre più ampia e una maggiore iscrizione all’A.I.R.E. al fine di creare un incontro tra passato e presente”.

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