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Federico Arri: “Ad Asti mi piacerebbe correre ancora per San Paolo”

E’ una carriera in crescendo quella del fantino astigiano, reduce da un 2019 complessivamente positivo dopo la trionfale annata precedente

Carriera in crescendo

E’ una carriera in crescendo quella del fantino astigiano Federico Arri, reduce da un 2019 complessivamente positivo dopo la trionfale annata precedente. Il 2018 segnò infatti il debutto di Ares, questo il suo soprannome, in Piazza del Campo a Siena nel Palio Straordinario del 20 ottobre, disputato per la Contrada del Drago.
Poco più di un mese prima, sulla cavalla Calliope da Clodia, Federico aveva trionfato in Piazza Alfieri per il Comune di Moncalvo.

L’annata paliesca 2020

In ottica futura tutto sembra mettersi al meglio per Arri, che con grandi motivazioni ed il morale alto si appresta ad affrontare la prossima annata paliesca.
«Sono molto sereno – esordisce – e sto lavorando duro per farmi trovare pronto già in occasione dei primi appuntamenti del 2020. I presupposti per disputare una stagione importante ci sono tutti. Ho quattro cavalli: due mezzosangue (Zodiaco de Aighenta, 4 anni, e Ultrasonic, 6 anni) e due “puri”. Li seguo e li preparo quotidianamente presso la scuderia di Camila Trapassi».

San Bernardino

Debutto nel 2020?
«Con ogni probabilità la prima corsa del nuovo anno che mi vedrà impegnato sarà il Palio della Costa Etrusca, sulla sabbia di San Vincenzo».
E’ recente la notizia del tuo ingaggio a Legnano per la Contrada di San Bernardino….
«Si, sarò al canapo in un Palio che mi piace particolarmente. Ho sempre preso parte negli anni scorsi alle prove di addestramento e la chiamata del Capitano di San Bernardino Ermenegildo Lilli mi ha riempito di soddisfazione. Gli avevo parlato in estate, quando insieme ad alcuni altri dirigenti della Contrada biancorossa era venuto a trovarmi. Finora a Legnano avevo unicamente disputato due “Provacce”, una per San Martino ed un’altra per Sant’Ambrogio. Primo obiettivo è di regalare la finale a San Bernardino, un traguardo che manca da qualche anno».

Ricordiamo che San Bernardino non vince il Palio dal 2007, quando trionfò con Giuseppe Zedde su Domizia.

Contatti con le dirigenze di Fucecchio

Prima di Legnano ci sarà però l’appuntamento di Fucecchio. Qualche contatto con le dirigenze?
«Si, bisogna però tener presente che a Fucecchio c’è la “tratta” e molte situazioni relative agli ingaggi vengono definite nei giorni immediatamente precedenti la corsa. In ogni caso la risposta è affermativa, contatti con un paio di Contrade fucecchiesi li ho avuti.

Siena e le sue dinamiche

Procedendo in ordine cronologico arriviamo a Siena…
«Le prospettive sono buone, ma come sempre le dinamiche dei Palii senesi sono molto particolari e la certezza di montare non esiste in largo anticipo. Ricevo spesso viste dalle dirigenze delle varie Contrade, credo di aver fatto bene nelle mie tre apparizioni in Piazza del Campo e di essere stato apprezzato per il mio comportamento. Vedremo gli eventi come si svilupperanno.

Qualche problema con Briccona

Ed eccoci ad Asti: hai montato per San Paolo nel 2019 e non è andata benissimo…
«L’atteggiamento della cavalla che montavo, Briccona da Clodia, mi ha un po’ sorpreso. Ho battuto alcune volte contro lo steccato e non sono riuscito a fare la corsa che volevo. I problemi che ho avuto nel gestirla hanno agevolato Mulas che mi tallonava ed alla fine è riuscito ad infilarmi guadagnando la finale».

Ancora a San Paolo?

Nel 2020 rimarrai a San Paolo?
«Devo ancora parlare con la dirigenza e a breve succederà. Ci sono alcune situazioni da valutare, ma personalmente sarei ben felice di correre nuovamente per San Paolo. Spero si arrivi ad un accordo in questo senso».
Infine: quali sono i tuoi proponimenti per l’anno che verrà?
«Di migliorare ancora, un obiettivo raggiungibile soltanto con il lavoro. Mi farò sempre trovare pronto e spero logicamente di centrare qualche risultato prestigioso».

Nella foto: Federico Arri (San Paolo) davanti a Silvano Mulas (Torretta) nella prima batteria del Palio 2019.

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