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Fiera del Tartufo: una “festa popolare” al gusto di trifule

Un evento che non voleva, né poteva per ovvie ragioni, essere in competizione con Alba - Lo chef Enrico Trova attacca sull'organizzazione delle degustazioni

Una Fiera realizzata con 6.750 euro che punta a crescere

“Asti profuma di Autunno”, la Fiera Regionale del Tartufo che si è svolta durante il fine settimana, viene archiviata con la consapevolezza di aver avviato un percorso, molto lungo e non semplice, che dovrebbe portare l’evento a crescere in termini di popolarità e offerta. Dopo ogni Fiera del Tartufo, e quest’ultima non fa eccezione, inizia il “processo” tra chi la promuove e chi la boccia senza appello. Nulla di nuovo perché gli astigiani sono spesso i primi a criticare ciò che si organizza in città, ma sebbene tutto sia migliorabile, va dato atto all’amministrazione comunale di aver tentato di organizzare un evento che non ha mai preteso di mettersi in competizione con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, né di portare decine di migliaia di persone in città sapendo di avere, a poche decine di chilometri, la concorrenza della città albese e del suo format. Il Comune di Asti ha dovuto organizzare la manifestazione con un budget di 6.750 euro; è solo partendo da questo dato che si può analizzare ciò che ha funzionato e cosa dovrà essere rivisto. «Abbiamo voluto dare un taglio popolare a questa Fiera – spiega l’assessore alle manifestazioni Loretta Bologna – con il ballo a palchetto, che è piaciuto molto, le bande sparse per la città, i banchetti del gusto con i presidi di slow food e i prodotti del nostro territorio. La preparazione dei piatti con chef Diego Bongiovanni, vicino al ballo a palchetto, ha funzionato e domenica, a pranzo, c’erano davvero tante persone, compresi i turisti. Al mattino purtroppo pioveva, ma abbiamo comunque avuto una decina di trifulau dislocati sotto i portici di piazza San Secondo».

La critica di chef Enrico Trova

A criticare l’organizzazione dell’evento, almeno nei quattro momenti delle degustazioni organizzate sabato a Palazzo Gazelli, è stato il noto chef Enrico Trova che su Facebook ha postato alcune immagini della location, di cui contesta la scarsa presenza di indicazioni all’esterno, ma anche l’immagine che ne veniva fuori: «Ho cercato di mangiare due tajarin al tartufo – scrive Trova – e mi sono trovato in una cantina di una festa per amici».

La replica del gastronomo Pier Ottavio Daniele

La replica a Trova è arrivata a giro di social direttamente da uno degli organizzatori, il gastronomo Pier Ottavio Daniele. «Si trattava di degustazioni su prenotazione e sui quattro turni sono passate circa 100 persone. Va da sé che i laboratori del gusto, organizzati, tra gli altri, con il Consorzio della Barbera d’Asti, non rappresentavano l’evento più importante della Fiera del Tartufo e nessuno si è mai sognato di fare concorrenza ad Alba che organizza la sua Fiera da 89 anni». Ma dal gastronomo arriva un altro spunto: «Per i tartufi Asti non è una grande piazza a livello di mercato, ma se vogliamo vederla come una festa direi che la Fiera è andata molto bene». «Palazzo Gazelli non è un ristorante e non si potevano organizzare degustazioni senza la prenotazione – aggiunge l’assessore Bologna – e c’è anche da dire che l’anno scorso avevamo organizzato i Palazzi del Gusto insieme ad Alba mentre quest’anno Alba si è occupata della comunicazione, noi di tutto il resto spendendo 6.750 euro».

Dal 2020 si farà a dicembre?

Quindi il progetto economico su cui l’assessore intende puntare dovrà tenere conto della peculiarità del territorio diversificandosi da Alba perché sarebbe impensabile strapparle il primato di città mondiale del tartufo.

«La concomitanza della nostra Fiera e quella di Alba può essere un problema nel convincere i tartufai a venire da noi anziché ad Alba – continua Bologna – però stiamo già ragionando per il prossimo anno perché la Fiera potrebbe essere organizzata tra fine novembre e dicembre. Inoltre stiamo già preparando il dossier per chiedere il riconoscimento di Fiera Nazionale».

La premiazione del San Marco di Canelli

Sabato pomeriggio, sempre a Palazzo Gazelli, il sindaco Rasero, l’assessore Bologna, il presidente del Consorzio della Barbera d’ Asti e vini del Monferrato Filippo Mobrici e altre autorità hanno premiato i titolari del ristorante San Marco di Canelli, Mariuccia e Piercarlo Ferrero per i 60 anni di attività e per i 30 anni consecutivi di Stella Michelin.

Alla Fiera del Tartufo hanno preso parte anche le delegazioni delle città gemelle di Biberach e Valence, con i loro prodotti tipici, e i bambini della scuola elementare Buonarroti che hanno inaugurato la tre giorni di trufule con una ricerca del tartufo al parco Rio Crosio.

(Fotogallery di Billi e Ago)