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Flash mob a Nizza Monferrato per chiedere il rientro dell’ospedale nella rete regionale

Si è radunato un nutrito di gruppo di persone interessate, lo scorso sabato in piazza Martiri di Alessandria, ad ascoltare i promotori del cosiddetto “flash mob” sul tema dei servizi sul territorio e dei rischi di tagli ai medesimi

Flash mob a  Nizza Monferrato per l’ospedale

Si è radunato un nutrito di gruppo di persone interessate, lo scorso sabato in piazza Martiri di Alessandria, ad ascoltare i promotori del cosiddetto “flash mob” sul tema dei servizi sul territorio e dei rischi di tagli ai medesimi. Si trattava di Pietro Masoero, manager in pensione e già promotore di molte battaglie sul tema sanitario, di Giacomo Massimelli del Comitato Strade Ferrate (suo un focus sui trasporti, proseguito nell’incontro di questo sabato mattina all’Auditorium Trinità) e di Carlo Berrino, amministratore della pagina facebook “Salviamo l’ospedale di Nizza e della Valle Belbo.”

Sensibilizzare la popolazione

«Scopo dell’iniziativa era sensibilizzare e richiamare alla attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni la necessità di fermare il depauperamento dei servizi al territorio – racconta Masoero. – Il giorno prima della riunione pubblica, preparata e divulgata, l’Assessore Regionale alla Sanità ha emesso un comunicato tranquillizzante sulla sorte del presidio territoriale Valle Belbo. Credo sia una buona cosa. Bello che, se anche in modo informale, finalmente sia emersa una comunicazione concertata tra Commissario ASL Asti e Regione Piemonte. Mi piace pensare che il tutto avvenga sotto la spinta dei cittadini che giorno dopo giorno sta crescendo. Un passo avanti sembra compiuto».

Non abbassiamo la guardia

Sulla piazza e a posteriori, l’invito del promotore dell’evento pubblico è però a non abbassare la guardia: «Questo dell’Assessore è un annuncio, dice delle cose interessanti ma che al momento rimangono nel campo delle promesse e che solo in parte rispondono all’Accordo di Programma del 2008. Dice anche che saranno spesi 43 milioni di euro più altri 14 ad integrazione. Il costo finale dell’opera sarà di 57 milioni di euro con servizi importanti in diminuzione. Ben venga la disponibilità al completamento. A oggi però il pacchetto delle richieste basate sull’accordo di programma del 2008 deve rimanere».
Masoero elenca le rivendicazioni: «Ci rivolgiamo al Sindaco di Nizza, a tutti i sindaci della Valle Belbo affinché assieme, preso pure atto dell’annuncio dell’assessorato regionale, facciano reinserire la struttura della Valle Belbo costruita e costruenda, ora declassata a presidio territoriale, nella rete ospedaliera regionale con immediata revoca del decreto 1/600.

Chiesto il Primo Intervento sulle 24 ore

Si chieda inoltre di ripristinare il servizio al punto di primo intervento sulle 24 ore, di far immediatamente inserire un nuovo mammografo: il precedente è rotto da due anni ed è cosa indegna per il servizio di dovuta prevenzione».
Pietro Masoero pone infine l’accento su una scadenza imminente: «Il 31 dicembre di quest’anno è il termine ultimo entro cui si deve procedere alla conferma dell’Accordo di Programma stilato nel 2008. La Provincia di Asti non può fare a meno di un secondo ospedale, non di un presidio territoriale, da inserire oggi, a maggior ragione, nel programma di ristrutturazione del servizio sanitario a seguito dell’emergenza».
Fulvio Gatti

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