A Carìa abbiamo domandato quanto possa avere inciso, sia per i fantini sia per i cavalli, il lungo periodo di stop forzato a causa della pandemia.
«E’ innegabile che la sosta - esordisce Carìa - non ha portato benefici. Il tira e molla legato alla ripresa dell’attività paliesca, e faccio riferimento anche ad Asti dove l’anno passato vennero disputate le prove di addestramento ma poi non si corse, ha creato situazioni particolari e nel mio caso neppur troppo vantaggiose. I miei cavalli attraversavano un periodo di forma eccellente ed avrebbero potuto recitare un ruolo da protagonisti».
Invece il Palio non si disputò...
«Purtroppo no e mi è rimasto il colpo in canna. Avrei quasi certamente montato per un Rione cittadino, disponendo di soggetti in grande forma. Inutile però guardare indietro, ora bisogna concentrarsi sul futuro».
I tuoi cavalli, nelle corse allo stadio, rubarono però gli occhi alla dirigenza di uno dei Comitati più blasonati del Palio astigiano e mi riferisco a Tanaro....
«Si, è vero. Si sono mostrati interessati, il Rettore Stocco in testa, agli esemplari che avevo portato ad Asti e ho concluso con loro un accordo per il Palio 2022».
Le tue ultime apparizioni in Piazza Alfieri ti hanno visto vestire per tre anni consecutivi i colori di San Martino San Rocco. Un bilancio?
«Ho conosciuto ottime persone, piene di passione, e avrei voluto regalare loro il trionfo che si meritavano. L’ho soltanto sfiorato, nel 2017, ma nel Palio si s, non basta andare vicino al successo, bisogna conquistarlo».
Hai voltato pagina e ti appresti a vivere un’avventura che si annuncia entusiasmante...
«La chiamata di Tanaro mi ha riempito di orgoglio. La fiducia che hanno riposto in me e la grandezza ed il blasone del Borgo costituiscono una spinta ulteriore verso il raggiungimento dell’obiettivo massimo. A Tanaro il digiuno di vittorie dura dal 2010, pertanto non potrò fare altro che andare in pista per vincere. E’ nella tradizione del Borgo biancazzurro competere sempre per il successo».
E ci proverai con i mezzosangue di ottima levatura della tua scuderia?
«In questo momento ho cinque cavalli, tutti “mezzi”, nessun purosangue. In scuderia faccio tutto da solo, non ho nessuno alle mie dipendenze ed è una faticaccia. Ma il gioco vale la candela: i risultati ottenuti dai miei cavalli in ippodromo, durante il periodo di stop imposto ai Palii, stanno a testimoniarlo».
L’attività sta ripartendo: oltre all’’ingaggio di Tanaro ad Asti quali contatti hai con le dirigenze di Contrade e Borghi di altri Palii?
«I rapporti con le dirigenze non mi mancano. Cito ad esempio Fucecchio, dove ci sono ottimi presupposti perché io sia al canapo. A Ferrara, dove ho vinto due volte, le monte al momento sembrano tutte definite. Le situazioni possono però ancora cambiare e nell’eventualità io mi farò trovare pronto. Le corse in provincia durante l’annata mi daranno la possibilità di mettere in evidenza la qualità dei mezzosangue di cui dispongo».
Chiudiamo con Siena. Prospettive per il 2022?
«Sono ottimista. Le visite da parte degli esponenti delle Contrade non mancano. Vedremo le dinamiche paliesche che si svilupperanno a che cosa porteranno».
Cinque i Palii vinti in carriera da "Tremendo", nove le sue presenze ad Asti