Frane e cedimenti: sono più frequentidove mancano piante e arbusti
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Frane e cedimenti: sono più frequenti
dove mancano piante e arbusti

Potrà sembrare fuori luogo parlare di frane in giornate assolate che mettono distanza con le ultime piogge e invitano a fare passeggiate nella campagna in piena fioritura primaverile. Ma basta dare

Potrà sembrare fuori luogo parlare di frane in giornate assolate che mettono distanza con le ultime piogge e invitano a fare passeggiate nella campagna in piena fioritura primaverile. Ma basta dare uno sguardo all’ultimo bollettino della viabilità della Provincia di Asti per accorgersi che è un argomento tutt’altro che superato, visto che ancora oggi sono decine le strade aperte a senso unico alternato e altre sono ancora chiuse a causa di smottamenti sulle sedi stradali sui quali l’ente è intervenuto solo per interventi di somma urgenza. Che, tradotto, vuol dire che la Provincia aveva i soldi solo per mandare le ruspe a togliere via la terra in almeno una carreggiata per riaprire la strada al traffico. E adesso sono finiti anche questi soldi, per cui se non arrivano rimborsi dalla Regione alle prossime frane il numero di strade chiuse potrebbe ancora aumentare.

Angela Quaglia, consigliere con delega ai Trasporti della Provincia ha anche fatto uno sconfortante aggiornamento della valutazione dei danni con una stima di almeno 30 milioni di euro per rimettere in piedi le colline astigiane così fragili e pronte a scivolare sulle strade. Mentre il dirigente Paolo Biletta ha chiaramente dichiarato che, in alcuni casi, per rimediare alle frane, si potrebbe anche pensare di cambiare il tracciato delle strade. Allarme rosso in cassa, allarme rosso sulle strade, allarme rosso in vista delle prossime piogge. In questo clima di rassegnazione al dissesto, arrivano due contributi competenti e ragionati. Il primo è quello degli agronomi e paesaggisti dell’Ordine astigiano con una constatazione severa sulle ragioni di buona parte del dissesto, ma anche con proposte di intervento più economiche  e meno impattanti. Il secondo è degli ambientalisti che ricordano alla Provincia le responsabilità nella gestione del patrimonio arboreo pubblico e privato così importante per la tenuta del territorio.

d.p.

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