Gianni Bosso: «Cambiamo l’aula del Consiglio»
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Gianni Bosso: «Cambiamo l’aula del Consiglio»

C’è chi, come Gianni Bosso del PD, affronta una questione «donchisciottesca» e all’apparenza più filosofica: il rapporto tra eletti ed elettori in Consiglio comunale

Sicurezza, grandi opere, lavoro, ambiente sono i cavalli di battaglia della campagna elettorale, ma c’è chi, come Gianni Bosso del PD, affronta una questione «donchisciottesca» e all’apparenza più filosofica: il rapporto tra eletti ed elettori in Consiglio comunale. «Il nostro livello di masochismo è alto, ma il Comune ci dà una mano – commenta Bossi – Quando i cittadini partecipano alle sedute si trovano di fronte ad uno spettacolo poco edificante: si parla di argomenti non condivisi, chi vuole seguire il Consiglio, arrivando preparato, spesso non riesce a trovare le pratiche sul sito del Comune e non c’è uno schermo grande su cui, magari, sarebbe interessante proiettare documenti o le pratiche di cui si parla. Al di là di questo, i miei genitori mi hanno insegnato a guardare negli occhi le persone con cui parlo, ma in Consiglio gli eletti danno le spalle al pubblico, quel poco pubblico che partecipa. Forse sarebbe il caso di predisporre l’aula in maniera differente, magari con un pulpito verso i cittadini per i consiglieri che intendono prendere la parola». Bosso dice di certo una verità: pochi cittadini, il più delle volte neanche loro, partecipano ai Consigli comunali di Asti. Sedie vuote sono la norma, salvo nei casi dei Consigli comunali aperti su temi di interesse generale.

«Certo – aggiunge il candidato del PD – quel posto non invoglia nessuno a partecipare e sarebbe anche il caso di predisporre un accesso per disabili che non li obblighi a passare per il balcone, sul cortile interno, ma anche ripristinare le dirette streaming delle sedute». Una trentina i posti per i cittadini che Bosso vorrebbe ricavare nell’ipotetica nuova aula, altrettanti per gli eletti. La digitalizzazione delle pratiche, da caricare su internet, dovrebbe essere affidata ad associazioni culturali o ai detenuti. Ma i costi del progetto? «Ci dicono che Asti dovrebbe ottenere 8 milioni di euro con il nuovo Pisu, magari possiamo recuperare 20.000 euro da lì. In ogni caso le attuali stanze del Comune, compresa l’ex sala consiliare, non sembrano abbastanza grandi per questo progetto. E se i Consigli venissero convocati allo spazio Kor, al Teatro Giraudi?».

Riccardo Santagati

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