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Gli auguri di Natale del Prefetto a chi lavora solo per un “grazie”

Toccante cerimonia dedicata a tutti i volontari della provincia di Asti

Un Prefetto visibilmente emozionato ha ricevuto nei giorni scorsi nel salone d’onore i rappresentanti della Protezione Civile e delle associazioni di volontariato astigiane. Un incontro fortemente voluto dal dottor Claudio Ventrice per ringraziare tutti i volontari per la loro opera gratuita a favore della collettività.
«Voi siete la stampella indispensabile allo Stato per poter continuare a funzionare e ad erogare servizi – ha detto – Senza le associazioni di volontariato, si andrebbero a perdere tantissimi servizi alla popolazione che la pubblica amministrazione non è più in grado di somministrare».
Facendo esempi concreti e fornendo numeri molto efficaci: «La Prefettura di Asti ha un organico previsto di 80 persone e fino a qualche anno fa gli effettivi in servizio erano più o meno questa cifra. Oggi, dopo le uscite per raggiunti limiti di età, siamo a 45 dipendenti caricati di servizi aggiuntivi rispetto ai colleghi che li hanno preceduti».
Per questo, ha sottolineato ancora il dottor Ventrice, senza i volontari e la Protezione Civile sarebbero cancellate numerosissime manifestazioni di ogni genere.
«Se penso che solo recentemente, durante la straordinaria visita di Papa Bergoglio ad Asti, sono stati impiegati oltre 450 volontari per presidiare il percorso del Pontefice. In aggiunta alle forze dell’ordine. Senza i volontari non saremmo mai riusciti a superare i severi standard di sicurezza imposti dalla gendarmeria vaticana».
Il Prefetto ha poi fatto un passaggio su un argomento che gli sta particolarmente a cuore, l’accoglienza degli immigrati.
Ribadendo, come già aveva fatto in una intervista al giornale, come la provincia di Asti, in proporzione alla sua popolazione, accolga il doppio dei richiedenti asilo rispetto alle altre città del Piemonte: 1200 nei centri di accoglienza oltre ai 35 ospitati nelle tende riscaldate della Caritas.
«E, anche in questo caso, ci sono le associazioni che sopperiscono alle lacune della pubblica amministrazione – ha detto – perchè è nella loro mission non lasciare dietro nessuno, soprattutto le persone più povere, più fragili, più emarginate. E di questo sono profondamente orgoglioso, avendo conosciuto da vicino, nel corso della mia carriera, quali drammi si nascondano nell’animo di chi affronta un lungo viaggio per approdare qui».
Di traumi, di persecuzioni in patria, di violenze ed angherie patite anche durante i viaggi della speranza ha parlato annunciando un progetto che a breve dovrebbe vedere la luce: quello di una convenzione fra i CAS (Centri di Accoglienza) e il Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl di Asti. Tale accordo prevede che ogni qualvolta un rifugiato manifesti dei problemi psichiatrici, possa godere di una corsia preferenziale negli accessi alle cure più adatte.
Ha ricordato le parole che gli erano state rivolte dal Santo Padre durante un colloquio privato nella sua recente visita: «Papa Francesco mi ha detto chiaramente: “Prefetto, lei si deve occupare di accoglienza ma anche di integrazione”. Per questo lavoriamo per dare a tutti una prospettiva di lavoro e di autonomia».
A nome di tutti i volontari presenti, il coordinatore provinciale Valter Marenco ha consegnato al dottor Ventrice una targa dicendogli: «Signor Prefetto, oggi le sue parole sono state lo “stipendio” di tutti i volontari astigiani»

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