Gli esercenti di piazza Statuto:«Tra noi è mancato un vero confronto»
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Gli esercenti di piazza Statuto:
«Tra noi è mancato un vero confronto»

Il progetto dell’amministrazione comunale di pedonalizzare piazza Statuto fa discutere i commercianti della zona. “Dell’argomento ne hanno parlato migliaia di volte negli ultimi 15 anni, ma non

Il progetto dell’amministrazione comunale di pedonalizzare piazza Statuto fa discutere i commercianti della zona. “Dell’argomento ne hanno parlato migliaia di volte negli ultimi 15 anni, ma non ho mai visto risultati. A questo punto, che trovino una soluzione,” esordisce Baldassarre Sestino, titolare del Caffè San Secondo, in piazza Statuto 11. “A me  – aggiunge – l’idea va bene che ci siano oppure no i parcheggi, anche perché è solo una questione di abitudine. Ad oggi, la piazza è come una “giostrina,” dove si bisticcia per pochi stalli. In verità, credo che i problemi siano ben altri. Detto ciò, per quanto mi riguarda, è mancato il confronto, anche se per lavori al locale ho dovuto tenere chiuso una settimana.”

Fa presente la mancanza di un confronto con gli esercenti anche Davide Nicolò, titolare della Ferramenta Statuto, nell’omonima piazza al n° 23: “Ho saputo dell’intenzione – afferma – da vie traverse. Di recente, infatti, il Comune non mi ha comunicato nulla. Cosa che di per sé è già pessima. L’unica volta in cui sono stato interpellato è stata in occasione del mercatino di Natale e della relativa, provvisoria pedonalizzazione della zona. La cosa aveva avuto come risultato il caos. L’attuale progetto può anche andare bene, ma a fronte di un impegno costante, da parte delle istituzioni, a mantenere viva la piazza: chiudere per chiudere non serve a niente. Anzi, finirebbe di farla morire, com’è già successo, in passato, per via Quintino Sella. Il cittadino, quindi, deve essere aiutato ad arrivare nella piazza, dove bisognerebbe organizzare qualche manifestazione. Occorre, inoltre, garantire  la possibilità di una sosta breve e alcuni scarichi – carichi, per evitare che il commercio si sposti altrove.”

Conferma “l’assenza, negli ultimi mesi, di una consultazione da parte del Comune” anche Marco Biamino, della tabaccheria in piazza Statuto 35, per il quale “la perdita di parcheggi non è mai positiva. C’è un po’ di preoccupazione – ammette – dato che ogni cambiamento ad Asti crea incertezza. L’idea non è da demonizzare, anche se non mi risulta che qui ci sia un traffico eccessivo. La speranza è che la perdita degli stalli sia compensata da una maggiore vivacità di iniziative, in grado di rendere più viva la piazza.” Sostenendo “la mancata illustrazione del progetto,” Lorenzo Racioppi, uno dei titolari del Negozio Leggero, in piazza Statuto 25, aggiunge: “Non ci opponiamo alla chiusura, ma serve un progetto sensato. Al riguardo, propone “il mantenimento di un tot di parcheggi, a sosta breve, della durata di circa 20 minuti, e la creazione di un giardinetto pubblico, con giochi, per bambini, al centro della piazza.”

Secondo quanto riferisce invece Susanna Gemello, titolare del negozio di articoli etnici, al civico 19, “il confronto con l’amministrazione c’è stato. Inoltre, la piazza necessita di un intervento di pedonalizzazione, perché così non funziona, dato che la zona in questione, come la parte più storica della città, vengono penalizzate. Qui – lamenta – passano pochi pedoni, mentre c’è un uso “violento” di macchine e furgoni. Il progetto è perciò un tentativo, un punto di partenza per rivitalizzare determinate aree. Naturalmente – annota – deve essere mantenuto, come peraltro è stato detto, un minimo di carico – scarico veloce. Per valorizzare quindi la piazza – conclude – e più in generale la città, si devono pensare alcuni eventi ben fatti, così da coccolare un po’ i turisti.”

Manuela Zoccola

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