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Attualità

Grazie al 3D, cardiologia al Massaia
è ancora eccellente

Fra le diverse specialità dell’ospedale di Asti, la cardiologia è sempre stata considerata un’eccellenza, diretta sin dalla sua costituzione dal dottor Aris D’Anelli, quindi dal professor

Fra le diverse specialità dell’ospedale di Asti, la cardiologia è sempre stata considerata un’eccellenza, diretta sin dalla sua costituzione dal dottor Aris D’Anelli, quindi dal professor Fiorenzo Gaita, cui è succeduto il dottor Marco Scaglione, attuale primario facente funzione. Le evoluzioni, i progressi e l’attuale posizione di assoluto prestigio a livello nazionale ed internazionale del reparto di cardiologia sono stati illustrati dallo stesso Scaglione nel corso di una serata del Rotary Club di Asti, presieduto da Renato Romagnoli.

«Nel nostro ospedale non c’è la cardiochirurgia – ha spiegato Scaglione – ma una cardiologia specializzata nella gestione delle patologie ischemiche, aritmie e scompensi cardiaci. Il reparto gestisce le problematiche cardiologiche a 360 gradi raggiungendo punte di vera eccellenza, che pochi altri ospedali possono vantare. Purtroppo, nonostante i progressi scientifici, le malattie cardiovascolari sono ancora ai primi posti come causa di morte. Nel 2014 abbiamo avuto 1203 ricoveri (di cui 343 in day hospital), 10.502 prestazioni totali per esterni, 9.129 per interni e 2.948 in Pronto soccorso». La “Sala Bottallo” (una delle prime  sale di terapia intensiva in Italia nel 1968) è stata affiancata nel 2000 dalla sala di emodinamica, che ha consentito ulteriori progressi nel trattamento dell’infarto.

«In aggiunta – ha aggiunto Scaglione – siamo specializzati nelle aritmie sin dal 1991, quando pochi centri al mondo erano al livello della cardiologia astigiana, che nel corso degli anni ha sviluppato tecniche poi diffuse ovunque. Per ciò che riguarda la cura dello scompenso cardiaco utilizziamo da qualche anno un defibrillatore biventricolare; anche qui ricordo che nel 1998 Asti è stata la prima al mondo ad applicare questa metodica. Inoltre, oggi si interviene sulle aritmie  grazie a nuovissime tecnologie in 3D che hanno permesso in alcuni casi la riduzione  a zero della quantità di raggi necessari al chirurgo per vedere quel che sta facendo».

Questo nuovo metodo ha consentito al dott. Scaglione di intervenire, per la prima volta in Italia, su di una donna in gravidanza affetta da fortissima tachicardia, senza usare raggi che avrebbero danneggiato il nascituro. Altri interventi del genere sono stati eseguiti su bambini ed Asti è diventato un centro di riferimento per l’aritmologia interventistica pediatrica, con una convenzione fra gli ospedali “Gaslini” di Genova e “Regina Margherita” di Torino; inoltre, ad Asti si insegna questa metodologia senza raggi a medici di tutta Europa. Tutto questo nonostante un organico ridotto “all’osso” che richiede  un importante spirito di sacrificio al personale tutto. Vista la criticità dei tempi in cui viviamo, vi è da sperare che nei tagli che verranno non si vada a minare le possibilità tecnologiche ed umane che permettono tali risultati.

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