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Guarito e vaccinato, ma senza Green Pass: la disavventura di un veterinario astigiano

La “trafila” burocratica del dottor Gianni Saracco, costigliolese, medico con studio in corso Torino

«Tutti coloro che dopo l’infezione COVID-19 hanno fatto una dose di vaccino entro l’anno dall’esordio della malattia (cioè dalla data del tampone molecolare positivo) riceveranno una nuova Certificazione valida per nove mesi dalla data di somministrazione della prima dose di vaccino. La nuova Certificazione è in sostituzione di quella eventualmente già ricevuta con indicazione a completare il ciclo vaccinale con una seconda dose».

È l’indicazione fornita dal Ministero, così come si legge sul sito internet dedicato al Green Pass, per i guariti dal Covid in tema di vaccinazioni e relativa certificazione. Ma sono alcune migliaia gli italiani che non hanno potuto ottenere il Green Pass. In tale situazione si trova il dottor Gianni Saracco, costigliolese, medico veterinario con studio in corso Torino, ad Asti. Si era ammalato di Covid nel marzo 2020, nel periodo più terribile dell’emergenza sanitaria: per lunghe settimane ricoverato in ospedale ad Asti, poi la difficile ripresa, ancora oggi seguito dall’ospedale di Alessandria.

«Nello scorso mese di marzo mi è stata somministrata la dose del vaccino, ma non ho ottenuto il Green Pass. Ho seguito le indicazioni previste, ma ora mi trovo nella situazione di non poter ricevere la certificazione a meno di una seconda dose di vaccino: una situazione assurda, intanto perché sono passati cinque mesi dalla prima somministrazione; ma anche perché non voglio rischiare di dover nuovamente stare male, così come successo in occasione della prima somministrazione – spiega il dottor Saracco – Inoltre, il livello dei miei anticorpi è altissimo, secondo i controlli che ho effettuato».

Ma per il dottor Saracco, veterinario molto stimato nell’Astigiano e non solo, punto di riferimento per tantissime persone che hanno con sé amici a quattro zampe, cani e gatti in particolare, e altri piccoli animali, la mancanza del Green Pass non significa soltanto un “off-limits” ad attività di ristorazione, strutture ricettive ed eventi e manifestazioni che richiedano l’accesso con certificazione verde. Si trova a dover fronteggiare il problema anche sul fronte professionale: «Dal prossimo mese di novembre, se non troverò soluzione ad una situazione che riguarda innanzitutto la mia salute, potrei essere nella condizione di non poter più esercitare la mia professione, a fronte dell’obbligo del vaccino previsto per il personale sanitario», aggiunge il dottor Saracco, amareggiato per ciò che sta vivendo in questi giorni, dopo le sofferenze e le difficoltà a cui già era stato sottoposto quando aveva contratto la malattia.

Il suo altruismo e la sua grande disponibilità verso il prossimo (come avviene anche in ambito professionale) non si sono mai spenti e si è ad esempio sempre prestato nella donazione del sangue al centro trasfusionale di Alessandria. «Non mi tiro mai indietro quando devo fare la mia parte: nel momento in cui però sono io a trovarmi in difficoltà vorrei ricevere la stessa premura e interessamento».

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Una risposta

  1. Dona il plasma iperimmune per guarire malati di covid va detto chiaramente.

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