I commercianti: «Chiudere via Sellafarà morire i negozi rimasti»
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I commercianti: «Chiudere via Sella
farà morire i negozi rimasti»

L'estensione della Ztl in piazza Statuto, già pedonalizzata ad eccezione di una piccola porzione, e in via Quintino Sella (fino a via Roero) non piace ai commercianti e neanche a molti residenti

L'estensione della Ztl in piazza Statuto, già pedonalizzata ad eccezione di una piccola porzione, e in via Quintino Sella (fino a via Roero) non piace ai commercianti e neanche a molti residenti che vivono nel quartiere. Sono numerose le firme già raccolte per tentare di fermare l'accensione delle telecamere, prevista il prossimo 13 aprile, destinate a multare le auto prive di pass. All'amministrazione comunale vengono contestati il metodo, i tempi e l'utilità della parziale chiusura al traffico. «Il Comune ha spedito delle lettere ai residenti avvertendoli di richiedere il nuovo pass ma si è scordato di noi – spiega Davide Nicolò, titolare della M3 Ferramenta di piazza Statuto – Al di là di questa mancanza, chiediamo che la piazza e via Quintino Sella restino aperte perché tutte le vie qui intorno stanno morendo e non sono dieci auto al giorno sulla via a creare lo smog che tanto preoccupa. Avete presente corso Torino, corso Alessandria e corso Casale all'altezza del Borgo? Lì lo smog va invece bene?»

E c'è dell'altro. Secondo Nicolò, la pedonalizzazione di piazza Statuto è un errore oltre ad esserci carenza di pulizia. «E' una piazza molto sporca che non invita certo a frequentarla – precisa – Avevamo anche chiesto di far passare la navetta elettrica da queste parti, ma siamo stati ignorati». Martedì si è tenuto un incontro alla Camera di Commercio tra esercenti, associazioni di categoria e il sindaco Brignolo. Sostanzialmente ognuno è rimasto sulle proprie posizioni e la sperimentazione andrà avanti come da programma.

«Quei pochi parcheggi in piazza Statuto sono una boccata di ossigeno per le attività e togliendoli, con la trasformazione della strada in Ztl, i negozi rischiano di avere la mazzata finale in un momento già molto difficile – incalza Victor Marello della Videoteca Denasi di via Ranco – Le attività di via Sella sopravvivono grazie al transito delle auto; chiudere la strada, così senza un progetto dietro, senza un valido motivo, non potrà che peggiorare le cose». Si chiedono parcheggi ma anche lo spostamento di eventi utili a richiamare i cittadini lungo le vie di un quartiere depresso, dove la gente ha paura ad uscire la sera e dove i commercianti, ad una certa ora, si chiudono dentro le proprie attività. «Dopo le 18 chiudo a chiave la porta perché girano certe facce che fanno paura – aggiunge Anna Califano della lavanderia Candorblu – Noi chiediamo solo di poter lavorare e siamo pronti a fare delle proteste, fino ad abbassare le serrande tutti insieme».

«L'idea del sindaco è quella di andare avanti comunque seguendo il programma stabilito». L'assessore alla viabilità, Mario Sorba, comprende le perplessità dei commercianti ma non può impegnarsi per bloccare la sperimentazione. «La Ztl viene allargata non solo per una questione di smog, perché non si riduce tutto a questo problema – replica – Cerchiamo di rilanciare il commercio d'élite in una zona penalizzata dal fatto che molti astigiani vanno ormai al Borgo a fare shopping dove, in effetti, ci sono sempre migliaia di persone». Insomma, la Ztl dovrebbe convincere gli astigiani a tornare a comperare lungo l'asse di via Quintino Sella, pur in una situazione dove la scarsità di parcheggi è evidente, soprattutto nei giorni di mercato.

Asti è una città fortemente inquinata e lo smog deriva, almeno al 70%, dalla presenza di veicoli in circolazione. L'allarme di Legambiente torna di grande attualità in un momento in cui stanno aumentando le malattie dell'apparato respiratorio e circolatorio che provocano il 30% dei costi della Sanità. In un comunicato stampa, Legambiente sostiene le «seppur limitate scelte del sindaco e della giunta» su via Quintino Sella considerandole «un passo avanti per migliorare la qualità dell'aria di Asti». Legambiente, ricordando come, nel 2015, la città abbia già sforato i 35 giorni annuali dei 50 microgrammi per metro cubo di PM10 chiede al sindaco uno sforzo maggiore per riportare la situazione sotto i livelli di guardia.

La riapertura di Palazzo Alfieri dovrebbe essere l'occasione, secondo gli ambientalisti, di chiudere al traffico corso Alfieri fino a via Varrone «per agevolare la circolazione pedonale dei turisti e dei visitatori dei vari edifici storici e dei musei presenti». Si chiede inoltre ai genitori di rinunciare a portare i figli in auto fino davanti alle scuole e di vietare il parcheggio, nei pressi degli edifici scolastici, durante l'ingresso e l'uscita degli alunni. Infine c'è la richiesta di incrementare la Ztl e le isole pedonali nel resto della città, «per migliorare la salute di tutti gli astigiani».

Riccardo Santagati

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