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“I fondi PNRR alle scuole? Una grande sfida”

Così la dirigente Stella Perrone commenta la dotazione di 6,3 milioni di euro assegnata nell’Astigiano per creare ambienti innovativi e nuovi laboratori

«Una grande sfida». E’ ciò che rappresentano i fondi del PNRR indirizzati al mondo della scuola secondo Stella Perrone, dirigente dell’istituto superiore Vittorio Alfieri, che comprendere liceo classico, liceo artistico e istituto Sella.
Fondi ingenti. Basti pensare che lo stanziamento assegnato alle scuole della provincia di Asti supera i 6,3 milioni di euro.
«Il principio fondamentale – commenta Franco Calcagno, dirigente dell’istituto Artom – è che le cifre verranno effettivamente accreditate solo se le scuole metteranno a punto, entro dicembre 2024, progetti adeguati ad una o più linee per le quali hanno ricevuto i fondi. Progetti che dovranno rispettare le linee guida ed essere monitorati ogni tre mesi».
«In totale – continua – le linee sono tre. La prima riguarda i progetti di prevenzione contro la dispersione scolastica, nell’ambito della quale sono arrivati nell’Astigiano oltre 1,3 milioni di euro, distribuiti tra tutte le scuole di ogni ordine e grado. La seconda è inerente a progetti di didattica digitale innovativa, per i quali sono stati assegnati in provincia di Asti oltre 3,8 milioni di euro, che però non hanno riguardato la totalità delle scuole. La terza è la cosiddetta linea “PNRR Lab”, rivolta solo alle superiori, nell’ambito della quale sono stati assegnati nell’Astigiano oltre 1,2 milioni di euro».

Il commento

Molto soddisfatta, ma anche consapevole dell’impegno che comporterà la progettazione, peraltro caratterizzata da tempi stretti, Stella Perrone. «I fondi del PNRR – evidenzia – rappresentano una grande sfida che coinvolge tutte le risorse delle scuole, dai docenti alla segreteria. Una sfida da cui emerge peraltro un positivo messaggio di fiducia nei nostri confronti, in quanto, a differenza del passato, i fondi vengono assegnati alle scuole prima che consegnino i progetti (e ovviamente ritirati in caso di lavoro inadeguato)».
«L’istituto che dirigo – continua – ha ricevuto fondi su tutte e tre le linee. Per quanto riguarda la prima, inerente la lotta alla dispersione scolastica, abbiamo a disposizione 157mila euro. A questo proposito penso, ad esempio, a progetti quali laboratori, attività basate sull’educazione alla pari (peer education), sportelli di ascolto, teatro, cineforum, anche per recuperare la socialità persa durante la pandemia. I fondi potranno essere usati anche per potenziare le competenze di base degli studenti, valutate sulla base degli indicatori forniti dalle prove Invalsi, ma in maniera incentivante. Ad esempio, per aumentare le conoscenze dell’inglese si potrebbe pensare ad un teatro in lingua».

Le tre linee

La linea, dunque, comprende un ampio spettro di progetti. «Con questi fondi – ricorda – potremo anche finanziare attività di orientamento, fondamentale per definire un percorso di studi oggettivamente calato sulle attitudini personali dei ragazzi e basato sulla conoscenza precisa delle attività formative proposte dalle scuole, per esempio potenziando gli incontri con le famiglie e la formazione degli insegnanti, a partire da quelli della scuola media. Da tempo, infatti, si parla dell’importanza dell’orientamento: con questi fondi posiamo fare di più, concretamente».
Per quanto riguarda la seconda linea, si tratta di fondi da utilizzare per creare ambienti di apprendimento innovativi.
«A questo proposito – precisa – l’istituto Alfieri ha ricevuto 190mila euro. Una cifra significativa rispetto a quelle cui ero abituata. Ho infatti lavorato in passato, come insegnante, alla progettazione e realizzazione delle classi tecnologiche 2.0 e 3.0. Allora il finanziamento per classe era pari a 30mila euro, sceso a 15mila nella seconda fase. Di conseguenza, grazie al PNRR, si possono attrezzare più ambienti di apprendimento in modo innovativo e dinamico, per esempio per lavorare con classi aperte, partendo dal cambio degli arredi per arrivare all’acquisto di attrezzature tecnologiche quali robot, schermi, tablet. L’obiettivo è creare aule e ambienti dove le lezioni non siano più quelle tradizionali, frontali, ma diventino più stimolanti. Ambienti in cui gli studenti abbiano voglia di entrare, come ho visto in Danimarca in occasione dell’ultimo viaggio Erasmus dedicato ai dirigenti scolastici piemontesi».

Gli altri progetti

«A questo proposito, indipendentemente dai fondi del PNRR – aggiunge – mi occuperò anche degli ambienti per i docenti. Gli insegnanti all’estero guadagnano di più, ma rimangono un maggior numero di ore a scuola. Se vogliamo che sia così anche in Italia, dobbiamo fare in modo che abbiano spazi dedicati per confrontarsi e progettare, magari davanti ad una tazza di caffè con un computer acceso».
«Per quanto riguarda l’ultima linea, invece – conclude – parliamo di interventi volti a potenziare i laboratori legati agli indirizzi professionalizzanti, in modo da accorciare le distanza col mondo del lavoro».

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