Il centro diurno per malati oncologicicerca un terreno per la sua sede "bio"
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Il centro diurno per malati oncologici
cerca un terreno per la sua sede "bio"

Non si è ancora conclusa la ricerca dell'appezzamento del terreno "giusto" per la costruzione del Centro diurno progettato dall'associazione La Via del Cuore che si occupa di malati

Non si è ancora conclusa la ricerca dell'appezzamento del terreno "giusto" per la costruzione del Centro diurno progettato dall'associazione La Via del Cuore che si occupa di malati oncologici. Al primo appello, lanciato proprio dalle colonne del nostro giornale circa due anni e mezzo fa, aveva portato a numerose segnalazioni girate al presidente dell'associazione, Sergio Tacchi. «Abbiamo ricevuto molte offerte di terreni, ma si trattava di aree già edificabili e quindi molto care, al di sopra delle nostre possibilità ?spiega il presidente- Inoltre, non tutti avevano i requisiti anche geofisici che noi ricerchiamo».

Il Centro diurno, infatti, nella bozza di progetto dell'architetto Alessandro Boano, non supera i 500 metri quadri, su un unico livello ed è stato concepito secondo i più moderni criteri di bioedilizia. E, visto che lo scopo è quello di realizzare un punto di riferimento non solo per la socializzazione e la divulgazione di informazioni che possono riguardare i malati oncologici, ma anche per il lo benessere psicofisico, il terreno su cui sorgerà dovrà essere immerso nella natura, preferibilmente in posizione collinare e panoramica. Una volta individuata, l'area verrà sottoposta ad analisi e test biogeofisici ed energetici alla ricerca di un suolo "che trasmetta positività", spiegano dall'associazione, la stessa che sostiene la sperimentazione della pratica del reiki per portare sollievo e beneficio ai malati dei reparti oncologici.

La ricerca continua dunque, per terreni in bella posizione, ad un massimo di 20 chilometri da Asti, di circa 6 mila metri di superificie e possibilmente ad attuale destinazione agricola con possibile di variazione a destinazione a servizio. «Non nascondiamo la speranza di trovare un donatore che creda nel nostro progetto e ci metta a disposizione un terreno» confida Sergio Tacchi ricordando che in provincia di Asti i malati oncologici sono circa 3 mila e questa struttura, potenzialmente, andrebbe a beneficio di ognuno di loro e dei loro famigliari. Il Centro diurno sarà aperto tutti i giorni e disporrà di laboratori per dipingere, manipolare la creta, intagliare il legno dolce, una sala giochi, la sala musica con punti di ascolto differenziati a seconda dei gusti degli ospiti ed alcune postazioni per suonare. Completano la struttura la biblioteca con sala lettura, la sala proiezione, la sala congressi e una cucina con refettorio per chi si porta il cibo da casa e vuole riscaldarlo.

Daniela Peira

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