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Il Consiglio approva un odg
contro la riforma voluta dalla Regione

Un ordine del giorno sulla Sanità è stato votato al termine del Consiglio comunale aperto che si è tenuto in Municipio. Operatori, medici di famiglia, rappresentanti delle RSU, associazioni di volontariato hanno illustrato le criticità del sistema e, nell’occasione, i consiglieri comunali (a maggioranza) hanno approvato il documento che solleva nuovi dubbi sul Piano sanitario della Regione Piemonte

Il nuovo Piano sanitario della Regione Piemonte e altre problematiche legate alla Sanità hanno animato il consiglio comunale aperto del 29 novembre. La seduta è iniziata con gli interventi di operatori, medici di famiglia, i rappresentanti delle RSU e delle associazioni di volontariato. Attraverso la loro voce sono emerse le criticità che esistono nel sistema sanitario e, al termine del confronto, è stato approvato all’unanimità (assenti Pdl, Lista Civica) un importante ordine del giorno che mette il Comune in stato di allerta. Nel documento è stato conferito al sindaco Brignolo il mandato di adoperarsi per l’abolizione delle Federazioni Sovranazionali tra le aziende sanitarie «che non hanno prodotto nessuno dei risultati attesi, concretizzandosi unicamente come una ulteriore sovrastruttura che, invece di migliorare il sistema, provoca incertezze e problemi organizzativi».

Se l’abolizione non avvenisse il documento chiede che la Federazione 6, quella che comprende Asti e Alessandria e i rispettivi ospedali, sia divisa in modo equo tra i due territori «mantenendo per ognuno specifici settori di competenza» sebbene la sede sia ad Alessandria. Altro problema sollevato nel documento è quello che riguarda il Fis (Fondo immobiliare Sanitario) e il Fir (Fondo immobiliare regionale). «I fondi immobiliari regionali e in particolare il Fis – si legge nell’odg votato – rappresentano un’operazione puramente finanziaria per realizzare una disponibilità economica immediata a fronte della cessione di quote di proprietà degli ospedali pubblici. Il Consiglio comunale chiede che non sia dato corso a questa operazione che porta con sé come conseguenza, oltre alla svendita degli ospedali, le cessione ai privati di una parte consistente dei servizi di supporto alle attività sanitarie».

Infine nell’odg i consiglieri hanno chiesto al primo cittadino di procedere nella realizzazione di un hospice per la Provincia di Asti e ad iniziare un percorso di cooperazione tra il Trovamici del Comune e il Consultorio Asl creando “La casa della mamma e del bambino”. «Con la nuova rete ospedaliera Asti resterà penalizzata – commenta il gruppo Uniti per Asti – Il Cardinal Massaia, il più moderno del Piemonte, viene declassato ad ospedale cardine al pari di quelli di Acqui, Casale, Novi e Tortona mentre l’ospedale di Alessandria acquisisce un ruolo preponderante anche nelle prospettive della programmazione sanitaria».

Riccardo Santagati
Twitter: @riccardosantaga

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