Il M5S canta vittoria dopo l’uscitadi Brignolo dalla Cassa di Risparmio
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Il M5S canta vittoria dopo l’uscita
di Brignolo dalla Cassa di Risparmio

Questa volta non c'è stato bisogno di adire le vie legali. Nessun "parere pro veritate" a firma di qualche noto luminare, né un lungo braccio di ferro mediatico tra accusa e difesa

Questa volta non c'è stato bisogno di adire le vie legali. Nessun "parere pro veritate" a firma di qualche noto luminare, né un lungo braccio di ferro mediatico tra accusa e difesa già visto durante il caso che ha interessato la Provincia. Il sindaco Fabrizio Brignolo ha deciso di abbandonare il CdA della Cassa di Risparmio a pochi giorni dall'ultimatum che il Movimento 5 Stelle gli aveva lanciato, poco più di una settimana fa, per il presunto caso di incompatabilità tra il ruolo in Comune e quello nel Consiglio della banca. Tutto nasceva da una fidejussione che il Comune stipulò anni fa con la CrAsti a garanzia di un mutuo acceso dall'ASD Asti Sport per pagare interventi strutturali nel campo da calcio di corso Alba. La società non era più riuscita a pagare il mutuo e la banca avrebbe dovuto rivolgersi al Comune per escutere la fidejussione. Secondo il M5S significava che Brignolo, membro del CdA della Cassa, avrebbe dovuto chiedere a se stesso, in qualità di sindaco, di pagare quanto previsto dalla polizza di garanzia. Da qui il presunto caso di incompatibilità che ha spinto Brignolo ad abbandonare la banca, pur nella convinzione di non essere caduto nell'incompatibilità di cui lo si è accusato.

In tribunale non avrebbe potuto scegliere
«La disciplina giuridica del procedimento giudiziale per decidere sull'incompatibilità delle cariche elettive – ha scritto Brignolo in una lettera inviata ai consiglieri comunali – prevede che la eventuale sentenza di accoglimento del ricorso abbia un effetto retroattivo: in sostanza non si può attendere l'esito della causa e poi, nel caso in cui il tribunale accolga il ricorso, rinunciare all'incarico ritenuto incompatibile. La scelta deve essere fatta prima. Pur essendo convinto della sostanziale infondatezza delle eccezioni che mi vengono mosse, è evidente che il sindaco che ha ricevuto dai propri concittadini la fiducia e il mandato di amministrare la città non può sottoporre il proprio mandato all'incertezza che contraddistingue anche le cause in apparenza più "tranquille" ed anche un minimo fumus lo deve far riflettere sull'importanza delle scelte che è chiamato ad effettuare».

Pasta: «Sapeva di essere incompatibile»
«E' una grande vittoria della legalità – ha commentato l'avvocato Alberto Pasta, legale del Movimento 5 Stelle – Come nel caso della Provincia eravamo sicuri che ci fosse l'incompatibilità e, secondo noi, anche Brignolo lo sapeva, ecco perché si è dimesso. Certo è una bella vittoria, perché è stata ancora una volta una sfida tra Davide e Golia. Dispiace però constatare, ancora una volta, che il PD di Asti fino ad oggi non ha voluto prendere posizione sul caso, come l'assessore alla legalità del Comune, del tutto silente».

Davide Giargia, capogruppo M5S in Consiglio comunale, ha rivendicato il risultato ottenuto a nome del gruppo: «Dopo averlo fatto decadere dalla Provincia siamo 2 a 0, palla al centro – ha spiegato – Sono contento che si sia dimesso dalla banca perché, secondo me, l'incompatibilità c'era tutta. Il Movimento 5 Stelle è da sempre contrario ai doppi incarichi, per non parlare della presenza della politica nelle banche. Voglio solo che questa vicenda sia da monito per le prossime elezioni: nessuno pensi di seguire Brignolo nel tenere doppie poltrone. Ognuno faccia il suo ruolo, scegliendo da che parte stare».

Marcella Serpa, neo consigliere Cinque Stelle e seconda firmataria della diffida, si è detta felice del risultato: «Sono contenta che il sindaco si sia dimesso e che non sia più necessario ricorrere al tribunale. E' quello che auspicavo. Quanto alle perplessità sollevate dal sindaco sull'incompatibilità tra i due ruoli, gli concedo l'onore delle armi e non commento. Siamo contro gli incarichi multipli e gli intrecci tra banche e politica, e questo è un passo in quella direzione».

Riccardo Santagati

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