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Nizza Monferrato

Il Nizza Docg punta a consolidare la presenza con divulgazione in Europa

Alla cena di compleanno “Nata il 1 luglio” il presidente dei Produttori del Nizza, Stefano Chiarlo, ha mostrato ottimismo

Ha festeggiato ieri sera il suo sesto compleanno il Nizza docg, con l’immancabile cena di gala “Nata il primo luglio”. Ospitata ai Giardini Crova e curata dello chef Maurilio Garola del ristorante “La Ciau del Tornavento”, capita in un anno speciale poiché cade anche il ventennale dell’Associazione Produttori del Nizza. «Una splendida serata, con molti illustri ospiti tra giornalisti e produttori – commenta il presidente Stefano Chiarlo – nonché la presenza del presidente AIS Piemonte, Mauro Carosso, e del nuovo presidente ATL Mauro Rabino, che hanno segnalato di apprezzare la visione che ci ha portati fin qui. Prima di tutto, l’aver saputo fare lavoro di squadra». Ovviamente sulle tavole si potevano assaggiare i Nizza docg pronti a esordire sul mercato, mentre per i presenti è stata una bella occasione di confronto costruttivo.

Una criticità principale? Secondo Chiarlo riguarda il rischio di speculazione: «In questo momento, ogni produttore può rivendicare per un vigneto la destinazione a Nizza docg, sapendo che se l’annata non fosse all’altezza ne potrà fare un ottimo Barbera d’Asti. Alcune richieste vengono però fatte considerando soprattutto il valore economico». La differenza essenziale sta nella possibilità, nel caso della Barbera d’Asti, di raccoglierne 90 quintali, mentre per il Nizza sono limitate a 70. Queste riduzioni avvengono di solito, spiega il presidente, tramite diradamento o individuazione di vigneti più vecchi: «Se il vino non è adatto alle caratteristiche, non consono al proprio stile, si potrà sempre in ogni caso riclassificarlo a Barbera d’Asti. Ma ci serve che le regole per le rese diventino ancora più stringenti».

Sul fronte promozione, il Nizza docg punta invece a breve a superare i confini in modo più strutturato, come racconta Chiarlo: «Grazie a un sondaggio tra i produttori abbiamo individuato i territori esteri in cui i nostri vini sono più esportati e distribuiti. Si tratta di Svizzera, Danimarca, Belgio, Olanda e Svezia. Attiveremo una serie di iniziative di divulgazione specifiche in queste aree». Per esempio? «Daremo vita a masterclass ad hoc in quei paesi, con professionisti del vino a cui personale della nostra associazione proporrà degustazioni e racconterà il territorio da cui proviene. Inoltre consolideremo i contatti con i media specializzati locali». L’intento è di iniziare a ottobre per quanto riguarda la Svizzera, per poi spostarsi nel nord Europa nei primi mesi del nuovo anno: «In Italia poi organizzeremo la nuova edizione de “Il Nizza è” e una speciale iniziativa a Torino allo Spazio Lavazza».

Anche sul fronte crescita economica, il 2022 sembra essere partito nel migliore dei modi. Così conclude, pur prudente, Stefano Chiarlo: «Gli ultimi dati, a fine maggio, danno una crescita del 30%, con ritorno al livello precedente alla pandemia. Il milione di bottiglie potrebbe essere finalmente dietro l’angolo».

 

 

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