Pranzo solidale Locanza dell'Angelo
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Solidarietà

Il pranzo di Santo Stefano donato a poveri e stranieri in difficoltà

Il ristoratore Vittorio Malfarà, titolare della “Locanda dell’Angelo” di Scandeluzza, ha accolto oltre 80 commensali indicati dalla Caritas

«E’ stato un gesto meraviglioso».
Così Beppe Amico, direttore provinciale Caritas, commenta la scelta di Vittorio Malfarà, titolare della Locanda dell’Angelo di Scandeluzza, frazione di Montiglio Monferrato. Il ristoratore ha infatti deciso di offrire, il giorno di Santo Stefano, un pranzo all’interno del suo locale, specializzato nelle feste di nozze, ad oltre 80 persone in situazione di disagio, poveri o stranieri. Riservando loro il locale e rinunciando all’incasso di una giornata di festa decisamente importante per il bilancio di un ristorante.
«Non lo conoscevo – spiega Beppe Amico – e devo dire di essere stato favorevolmente stupito quando ha telefonato alla Caritas per proporre questa iniziativa di solidarietà. Ha infatti annunciato di essere disposto ad offrire un pranzo fino a 100 persone in seria difficoltà economica. Così ci siamo subito organizzati. Abbiamo chiesto a chi, tra i frequentatori della mensa sociale di corso Genova, avrebbe avuto piacere di partecipare, raccogliendo 21 adesioni. Poi abbiamo esteso la proposta alle 30 signore ucraine fuggite dalla guerra, che stiamo ospitando in questi mesi negli appartamenti Caritas ad Asti e dintorni, e ai Pakistani (in attesa di asilo politico, ndr) che vivono al dormitorio e nelle quattro tende che abbiamo appositamente allestito per l’emergenza. Tutti hanno accettato molto volentieri».

La giornata

La Caritas ha quindi organizzato il trasporto a bordo di due pullman che hanno portato i partecipanti a destinazione, accompagnati dai volontari Giovanni Saletta, Giorgio Rosso, Paolo Martinetto e Cristian Bertello.
«La giornata è stata molto piacevole – commenta Giovanni Saletta – in quanto il pranzo è stato ottimo e la preparazione dei tavoli molto curata, senza alcuna differenza con un pranzo di matrimonio. Inoltre il pomeriggio è stato allietato dalla musica, che si è dimostrata il collante che ha unità tre comunità così diverse: gli Italiani, le Ucraine e i Pakistani, che hanno cantato e ballato anche musiche e canzoni della loro terra».
L’intrattenimento è stato garantito da una coppia di musicisti che per l’occasione ha lavorato gratuitamente, così come tutti gli addetti in sala e cucina.
«E’ stato un meraviglioso gesto corale di solidarietà – conclude Amico – nella logica del “ci tengo a te” che scalda il cuore. Un giorno speciale non solo per chi è salito sul pullman e si è seduto a tavola, ma anche per tutti noi che abbiamo avuto modo di rafforzare la fiducia in una fraternità possibile, in una società che sa farsi famiglia».

Le parole del ristoratore

Convinto del gesto di cui è stato protagonista Vittorio Malfarà, che non esclude di ripetere l’iniziativa in futuro. «Ho deciso di preparare questo pranzo – confida – per ringraziare Dio di tutto quello che mi ha donato. Penso, infatti, che sia giusto restituire ciò che ho avuto a chi è meno fortunato. In particolare, sono grato al Signore per il sostegno nel risollevarmi dalla grave crisi che ha colpito il settore della ristorazione a causa della pandemia. Io lavoro in questo ambito da 46 anni, possiedo quattro ristoranti specializzati nelle feste di matrimonio, ma durante i periodi più bui dell’emergenza sanitaria ho vissuto momenti veramente difficili. Come me, molti altri ristoratori. Basti pensare ad un collega che in quel periodo ha perso tutto e, abbandonato dalla famiglia, ora vive sotto i portici della sua città».

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