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Il presidente Cirio scrive al Ministero dell’Interno: «Non mandateci più profughi in Piemonte»

«Abbiamo passato mesi terribili per la pandemia, siamo state fra le regioni più colpite e ora non possiamo garantire oltre queste forme di accoglienza»

Proseguono gli sbarchi a Lampedusa

Gli sbarchi a Lampedusa sono ripresi a pieno ritmo e ogni giorno sono centinaia i richiedenti aislo politico che arrivano sulle coste italiane e vengono “redistribuiti” in tutte le Regione. Anche Asti ha fatto la sua parte: da quindici giorni l’hub di prima accoglienza di Castello d’Annone, gestito dalla Croce Rossa, ospita una cinquantina di profughi provenienti dal Bangladesh.

L’esperienza dei 50 profughi ad Annone con uno positivo

Niente di nuovo sotto il sole, se non fosse che questi nuovi sbarchi avvengono in un momento in cui la pandemia da Covid è tutt’altro che debellata e il rischio sanitario aggiunge nuove preoccupazioni a quelle sulla sola accoglienza. Tanto per rimanere ad Asti, ad esempio, il gruppo del Bangladesh è arrivato direttamente da Lampedusa con referti di test sierologici tutti negativi ma una volta fatti i tamponi in terra astigiana uno di loro è risultato positivo e il gruppo di amici con il quale è stato più in contatto e sotto sorveglianza medica. Tutti, comunque, sono in quarantena e non possono lasciare l’area dell’ex deposito di aeronautica e, una volta finito il periodo di monitoraggio sanitario saranno redistribuiti in tutto il Piemonte.

Proprio su queste redistribuzioni interviene il presidente della Regione Alberto Cirio che ha scritto direttamente al Ministro Lamorgese.

«Arriviamo da mesi terribili, siamo state fra le regioni più colpite, risparmiateci nuovi arrivi»

«Sto seguendo personalmente la situazione – ha dichiarato Cirio – e trovo profondamente assurdo che la Regione non possa avere competenza in una decisone del genere, ma debba subire le decisioni del governo nazionale su un tema che può avere conseguenze dirette sulla salute e sulla sicurezza sanitaria del proprio territorio. Mi sono sincerato quotidianamente, tramite il prefetto di Torino che ringrazio per la consueta efficienza ed attenzione, che nei confronti di queste persone venissero adottate tutte le procedure e le verifiche sanitarie opportune e che le Forze dell’ordine garantissero l’effettivo rispetto della quarantena a cui erano sottoposte. Ora però diciamo “basta” e l’ho scritto al Ministero degli Interni perché il Piemonte non può garantire oltre queste forme di accoglienza. Arriviamo da mesi terribili, siamo state una delle regioni più colpite dall’emergenza e stiamo raggiungendo, a fronte di sacrifici enormi, un equilibrio sanitario che non può essere messo a rischio in questo modo. Quindi ho formalmente chiesto con fermezza al ministro Lamorgese di non voler procedere ad ulteriori invii, che metterebbero fortemente a rischio la tenuta e la sicurezza del nostro sistema sanitario e sociale».