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Il presidente del Consorzio Barbera d’Asti: «Perché tutto il sistema si riprenda, aiutateci a consumare i nostri vini»

Le iniziative a cui lavora il Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato guidato da Filippo Mobrici

Le strategie a sostegno del mondo del vino

Mentre il lavoro in campagna non si ferma, con sole e caldo che hanno trasformato in pochi giorni i colori delle nostre campagne, l’impegno è altissimo per trovare soluzioni adatte a fronteggiare il difficile momento economico che sta attraversando anche il mondo del vino in conseguenza dell’emergenza sanitaria. «Se da un lato le aziende di maggiori dimensioni, più strutturate e legate anche alla grande distribuzione per la vendita dei vini riescono a lavorare, pur in misura minore, certamente si trovano in sofferenza le aziende più piccole e le Cantine sociali, che basano il loro lavoro sui punti vendita in cui i consumatori si recano direttamente o che forniscono ristoranti, locali e wine bar. Allo stesso modo in difficoltà sono le vendite all’estero, con pressoché tutti i Paesi bloccati a causa dell’emergenza Coronavirus – spiega Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato che ha sede nel Castello di Costigliole – Inoltre, è del tutto fermo in questo momento il lavoro legato al turismo del vino».

Il presidente Filippo Mobrici

Dalla vendemmia “verde” allo stoccaggio, tante le idee di intervento

Di fronte al quadro di sofferenza del settore, il Consorzio Barbera si è fin da subito attivato per trovare possibili strategie che consentano alle aziende di risollevarsi e che possano tutelare i vini di grande valore delle nostre colline.
«In questo momento era fondamentale che le risorse fossero destinate alla sanità e lo stesso mondo del vino ha mostrato attenzione all’emergenza sanitaria: in questo senso la donazione di 10 mila euro, una ventina di giorni fa, alle strutture sanitarie piemontesi per l’acquisto di un ventilatore – sottolinea Mobrici – Ma la campagna non ci aspetta: in quindici giorni tutto è cambiato, con foglie e gemme ormai spuntate ovunque. E i problemi sono tanti, dal bisogno di manodopera a quello della liquidità, soprattutto per le aziende medio-piccole. Nell’ambito di Piemonte Land stiamo ragionando per chiedere alla Regione l’introduzione di misure straordinarie per venire incontro alle aziende». E le idee non mancano, con varie possibili strategie. «Ad esempio chiederemo una rimodulazione della “vendemmia verde”, anticipata al mese di giugno, per ridurre il quantitativo di uve per la prossima vendemmia, e una riduzione della resa per il mancato reddito; ma, allo stesso tempo, chiederemo un contributo per appianare le difficoltà del momento», spiega Mobrici, presidente di Piemonte Land of Perfection, associazione che riunisce i consorzi di tutela del vino del Piemonte. Tra le iniziative a cui si guarda anche lo stoccaggio e, come ultima opzione, la distillazione. «Valutiamo anche la richiesta di un aiuto allo stoccaggio per i nostri vini più pregiati, quali le tre Docg Barbera, Nizza e Ruché, che stanno dando grandi soddisfazioni e per le quali non vogliamo dare un’immagine negativa – dice Mobrici – L’idea è quella di creare un polmone per ricoverare per i mesi successivi i vini non venduti, attraverso vasi da acquistare o affittare per conservare i vini. Altra possibilità, ma da tenere come ultima opzione, quella della distillazione del prodotto, per alcuni vini meno preziosi, da cui ottenere alcol per gli impieghi nell’industria dolciaria, pasticceria o per la produzione di brandy». Quest’ultima possibilità potrebbe anche rappresentare una “distillazione di solidarietà”: da alcuni bianchi o rossi generici si potrebbe ottenere alcol da destinare a fini sanitari, di cui si continuerà ad avere un grande bisogno nei prossimi mesi.

Misure condivise

«Si tratta di una serie di misure condivise da tutti i Consorzi e che abbiamo condiviso con la Regione: un ventaglio di proposte per trovare gli strumenti adatti ad ogni tipo di azienda, affinché nessuno rimanga indietro e non paghino i più deboli – dice Mobrici – E, soprattutto, abbiamo bisogno di mutualismo perché il sistema si riprenda: ci auguriamo che i piemontesi rivolgano i loro consumi ai vini piemontesi. Questo ci aiuterà soprattutto nei primi momenti. Aiutarci a vicenda sarà un’assoluta necessità. Pensiamo al ruolo delle Cantine sociali, dietro le quali ci sono centinaia di famiglie che ora vivono un momento di assoluta difficoltà: se il vino non venisse ritirato o consumato, andrebbero in sofferenza». Sono dunque davvero tante le idee su cui si continuerà a lavorare nei prossimi giorni per fronteggiare l’eccezionale momento che il mondo del vino sta attraversando. «Abbiamo chiesto alla Regione dotazione di finanze e snellezza nella burocrazia; e, soprattutto, abbiamo bisogno che si agisca velocemente, in modo da arrivare preparati al momento della riapertura delle attività, anche attraverso forme nuove, se necessario – aggiunge il presidente Mobrici – E fondamentale sarà l’aiuto che potrà giungere dai consumatori, in particolare per chi vive del vino che produce nelle sue vigne: aiutateci a consumare il nostro vino».

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