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Attualità
Il confronto

Il sindaco di Asti: «A Quarto non ci sarà alcun campo rom»

Incontro tra l’amministrazione e i residenti che chiedevano spiegazioni in merito – Se necessario la nuova area nomadi vigilata potrebbe aprirsi vicino a via Guerra

«L’aspetto del contendere non esiste: non abbiamo mai detto che avremmo portato il campo rom nel campo da calcio di Quarto. È vero, però, che tredici mesi fa il vicesindaco e il questore fecero un sopralluogo su quell’area; ma non c’è stato alcun seguito. In quel campo verrà ad allenarsi la squadra dell’Asti Calcio che gioca in serie D». Così il sindaco Maurizio Rasero ha tolto ogni dubbio ai cittadini di Quarto che si erano spaventati dopo aver appreso dal giornale che il campo da calcio del paese era stato oggetto di un sopralluogo delle istituzioni durante la ricerca di un nuovo sito dove ricollocare le famiglie rom che non dovessero trovare un’altra casa.

Rasero e il vicesindaco Marcello Coppo, che si è dato come obiettivo, fin dall’insediamento, la chiusura del campo di via Guerra, hanno voluto incontrare i residenti della frazione durante un’assemblea di piazza. Riunione molto partecipata che è servita anche a fare chiarezza sul “piano B” che l’amministrazione comunale dovrebbe predisporre se i rom non andassero via di loro iniziativa prima della bonifica dell’attuale campo.

«Dopo il sopralluogo con il questore abbiamo visto benissimo che il campo da calcio è vicino alla frazione e come ipotesi è stata subito scartata» ha aggiunto il vicesindaco Coppo spiegando tutta una serie di questioni tecniche che dovranno essere tenute in considerazione nel caso si dovesse aprire una nuova “area rom”. Zona che Coppo non definisce “campo rom”, ma qualcosa di più simile a un campeggio con tende, gestito dalla Croce Rossa, «senza il diritto di mettere casette, senza dare loro la possibilità di parcheggiare i mezzi, presieduto, cintato, nel quale per entrare c’è bisogno di un pass. Un sistema – continua – di accoglienza d’emergenza quindi nulla a che fare con un campo rom come lo intendiamo di solito».

Ma la questione, scottante, specie in campagna elettorale e soprattutto per un’amministrazione che aveva annunciato di voler chiudere il campo nomadi, non sarà così semplice da risolvere.

Coppo e Rasero presenti all’incontro con i residenti di Quarto

«Il problema non si porta in un’altra comunità»

Niente campo rom a Quarto, ma neanche in altre frazioni. A farlo capire è stato proprio il sindaco che senza indugi ha affermato: «Il problema non si porta in un’altra comunità». Quindi, per esclusione di ipotesi, l’eventuale nuova area destinata ai rom resterà ad Asti e non si procederà a frantumare il problema su altri territori. È anche già stato identificato il terreno dove potrebbe sorgere la nuova area rom: quello dell’ex polveriera oltre l’attuale campo di via Guerra, al di là della ferrovia. Si tratterebbe, quindi, di un trasloco di poche centinaia di metri, sempre ipotetico e sempre come piano di emergenza. Coppo ha ricordato ai residenti di Quarto che grazie a lui i rom hanno iniziato a pagare l’elettricità, «con un risparmio, negli ultimi tre anni, di 225.000 euro». Poi ai nomadi è stata razionata l’acqua e sono state fatte azioni per persuaderli ad andare altrove, specie quelli in possesso di immobili.

«Non posso dirvi chi sono, per privacy, – aggiunge il vicesindaco – ma qui ho le visure delle proprietà immobiliari delle famiglie rom e va de sé che gli intestatari di immobili non potranno stare lì. Per gli altri che avanzano ci sono due opzioni: affidarli ai servizi sociali, ma il costo è tale che sarebbe impensabile, o predisporre un’area controllata e gestita da chi lo sa fare».

Affondo del Movimento 5 Stelle: «L’ennesima brutta figura»

Al termine della riunione in piazza i cittadini sono tornati a casa rincuorati, «ma il comitato “No al campo rom di Quarto” – commenta il portavoce Gianni Stroppiana – non si scioglie e rimane operativo pronto ad intervenire in caso di necessità». Alla riunione hanno assistito anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle Cerruti e Spata e il consigliere Malandrone di Ambiente Asti. Sono proprio i pentastellati ad aver preso la posizione più dura contro quello che hanno definito «un maldestro tentativo del sindaco e del suo vice teso a tranquillizzare i cittadini».

«Avrebbero dovuto chiedere scusa agli abitanti della frazione e ammettere che ci hanno spudoratamente “provato” – commentano i Cinque Stelle – Se la popolazione non avesse detto nulla l’accampamento si sarebbe fatto, eccome. La preoccupazione dei cittadini è giustificata, come ci si può fidare di questa amministrazione? Innanzitutto la posizione, una zona residenziale a stretto contatto con abitazioni e un territorio di una frazione che già ospita il carcere e che avrebbe bisogno di ben altri investimenti e opere anziché una tendopoli che accolga una comunità in fuga, già protagonista di particolare problemi di convivenza con il vicinato e la città in generale».

I Cinque Stelle hanno ricordato tutti i noti problemi che il campo rom di via Guerra ha dato e continua a dare, dagli incendi «a episodi inaccettabili come le pietre scagliate dai residenti contro i vigili del fuoco, giunti in via Guerra semplicemente per spegnere le fiamme».

«E poi perché fare tutto di nascosto, senza alcun dibattito precedente? – aggiunge Massimo Cerruti, capogruppo del M5S in Consiglio – Ormai, come i cittadini, anche noi consiglieri apprendiamo le notizie dagli organi di stampa calate dall’alto senza che queste vengano doverosamente portate nelle Commissioni e nei Consigli, organi deputati. Per questo mi sono recato direttamente sul posto in piazza ad ascoltare la solita propaganda trita e ritrita. E l’ultima novità sarebbe quella di spendere altri soldi per realizzare una tendopoli ex novo localizzata a poche decine di metri da dove sono ora e dal campo sportivo stesso. Davvero una brutta figura, l’ennesima, per chi aveva promesso di chiuderli ed ora giunti al termine del mandato dovrebbe dichiarare il fallimento e smetterla di prendere in giro la gente».

[foto Billi]

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