Bianchino si dimette dalla Giunta:Lavori Pubblici e Bilancio al sindaco
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Bianchino si dimette dalla Giunta:
Lavori Pubblici e Bilancio al sindaco

Fra qualche giorno ci sarà una ridistribuzione degli incarichi tra gli assessori rimasti e alcuni consiglieri di maggioranza. Le dimissioni sono state rassegnate per motivi di salute ma, da tempo, si parlava di frizioni e dissapori in Giunta poi culminati durante l'approvazione del Bilancio. Ma Bianchino replica: «Non c'è stato alcun contrasto con il sindaco o con gli altri assessori, se non un normale dialettica delle parti»

Il "super assessore" Alberto Bianchino, con deleghe al Bilancio, Personale e Lavori Pubblici, si è ufficialmente dimesso dalla Giunta Brignolo dopo appena otto mesi di attività. Da un paio di settimane circolavano voci di un suo probabile ritiro dalla politica attiva per motivi di salute: assente durante la maratona consiliare sul Bilancio di previsione 2015, assente in alcuni sopralluoghi legati al PISU e non raggiungibile al telefono per diverse settimane, Bianchino ha incontrato i giornalisti questa mattina per spiegare la sua scelta di lasciare la Giunta. «Bisogna fermarsi quando non ci sono più le forze – ha detto l'ex assessore – Alla città ho dato quello che ho potuto ma ora devo pensare alla mia salute».

A fianco di Bianchino si sono presentati il sindaco Fabrizio Brignolo e il vice Davide Arri che hanno voluto ringraziarlo per questi otto mesi di faticoso lavoro in testa ad alcuni degli assessorati più difficili. «Gli abbiamo chiesto di occuparsi di tante cose ed è stato di grande aiuto non solo per me ma, soprattutto, per la collettività astigiana – ha commentato il sindaco – Gli ho anche proposto di fare una pausa per poi tornare al lavoro, ma credo che sia giusto rispettare le sue scelte». Anche per il vice sindaco Davide Arri l'abbandono della Giunta da parte di Bianchino segna la fine di un periodo significativo nella storia della città. «Quando è entrato in Giunta, Alberto si è messo a disposizione senza sgomitare dimostrando una grande generosità verso la città – ha precisato Arri – La politica è importante ma la vita è più importante della politica».

Eppure non sarebbe tutto oro quello che luccica e, sebbene durante la conferenza stampa siano stati categoricamente negati screzi in Giunta prima e dopo l'approvazione del Bilancio, da tempo hanno iniziato a circolare voci, tra gli stessi consiglieri comunali, che l'assenza prolungata di Bianchino fosse imputabile a dissapori interni con gli altri assessori e perfino col sindaco. Le stesse voci che riportano tensioni mai superate dopo l'arrivo del "super assessore", ex sindaco di indiscussa capacità ma dal carattere deciso, il "problem solving" di cui Brignolo aveva bisogno per dare un po' di accelerazione al governo della città. «Non c'è stato alcun contrasto con il sindaco o con gli altri assessori, se non un normale dialettica delle parti» ha replicato Bianchino alle domande dei giornalisti.

Anche sulle ormai note tensioni in maggioranza, viste durante l'approvazione del Bilancio con il numero minimo dei voti necessari (17 compreso il sindaco) a causa dell'assenza in aula di tre consiglieri (Visconti, Cadeddu e Mantelli, quest'ultimo uscito a metà serata prima del voto finale) e sul fatto che l'unico emendameto importante a favore dei servizi sociali sia stato proposto dall'opposizione, Bianchino ha replicato tagliando corto: «Si discute, si dissente ma la maggioranza non fa emendamenti perché significherebbe che l'assessore non è stato in grado di ascoltare i suoi consiglieri. Il Consiglio comunale spesso è però un teatrino».

E per il futuro? Il sindaco Brignolo ha già detto di voler tenere per sé le deleghe lasciate da Bianchino, almeno per qualche giorno. Poi, entro la fine della settimana, ci sarà una ridistribuzione delle stesse tra gli assessori rimasti e alcuni consiglieri che si faranno carico anche dei ruoli che aveva l'ex assessore nella Fondazione Centro Studi Alfieriani (con i fondi PISU ha gestito l'ultima parte dei lavori di restauro che dovrebbero terminare a giugno) e nell'ATO 5.

Riccardo Santagati

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