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Il volontariato è donna, la politica no: la disparità di genere tra i due settori in un’indagine astigiana

Ma secondo la ricerca, raccolta in una pubblicazione del Comune di Asti, tra i giovani c’è molto disinteresse verso la “res publica”

«Il volontariato è donna, la politica no. Perché?». È questa la domanda su cui, ad Astiss, si sono confrontati gli amministratori locali, le associazioni di volontariato e don Luigi Berzano, sociologo all’Università di Torino. Tutto nasce da un’indagine svolta per conto del Comune in collaborazione con la Commissione Consiliare Pari Opportunità, il Polo universitario, la Fondazione CrAsti e il CSV Centro servizi volontariato Asti e Alessandria. Tante le riflessioni portate all’attenzione dei presenti e numerosi i motivi che potrebbero dare la risposta alla domanda iniziale.

Una parte di questa risposta, che può portare a un confronto molto più articolato, è diventata materiale per un libretto pubblicato dagli assessorati alle politiche sociali e alle pari opportunità. Lo stesso contiene il rapporto di ricerca e le risposte a un questionario rivolto gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dell’università di Asti. I dati sono stati illustrati dalla professoressa Chiara Cerrato, già Consigliera di Parità per la Provincia di Asti. «In particolare – spiega Cerrato – quando abbiamo chiesto agli studenti della loro esperienza nel campo della politica, il 67,5% ha risposto che non è interessato. Solo il 24,7% farà questa esperienza».

Emblematica la risposta data da una studentessa che così ha motivato il suo disinteresse: «Non mi impegnerei in politica sia per la quantità di tempo che può richiedere sia per le difficoltà che si possono riscontrare nel non riuscire a portare avanti i propri ideali e dover arrivare a patti (compromessi ndr) che non rappresentano a pieno quello in cui credo».

Una chiave di lettura del sociologo Luigi Berzano

Il problema della questione di genere nella politica è noto e anche don Berzano ha proposto una chiave di lettura che parte dalle tradizioni culturali del nostro Paese, per secoli dominato da una cultura patriarcale che non lasciava molto spazio alle donne, soprattutto nei ruoli apicali. «Ma non possiamo risolvere il problema con le quote rosa – aggiunge don Berzano – Una reale rivoluzione ci sarà quando avremo anche noi un Presidente della Repubblica donna». Una disparità di trattamento, tra uomini e donne, che lo stesso don Berzano conferma esserci nelle gerarchie ecclesiastiche.

Sul volontariato il discorso è diverso perché, come emerge da molte testimonianze inserite nella pubblicazione, si parla di persone che si mettono al servizio di altri, gratuitamente. Rosanna Viotto, nuova presidente del CSV Asti Alessandria, succeduta a Piero Baldovino, ha però ricordato la sua prima esperienza ai vertici del sodalizio in una riunione regionale dove «c’erano tutti uomini». «Per me il volontariato è maschile e femminile e tutti si impegnano in ugual misura nell’essere un punto di riferimento per l’assistenza delle persone e per la salvaguardia dell’ambiente». Ma, a fare la differenza in politica e nel volontariato dovrebbero essere le competenze, non tanto l’identità di genere.

L’assessore Elisa Pietragalla ha quindi ricordato la propria esperienza in politica iniziata da ragazza. «Sono entrata in Giunta grazie alle quote rosa, assessore a 26 anni, la più giovane che una Giunta del Comune di Asti abbia avuto. Non conoscevo nessuno dei miei colleghi, non avevo mai fatto politica e non è stato facile dire subito come la pensavo. Le quote rosa forse non sono la soluzione, ma oggi sono ancora un passaggio necessario». L’assessore Mariangela Cotto sfogliando la pubblicazione, che sarà scaricabile gratuitamente anche dal sito del Comune e di Astiss, ha voluto attirare l’attenzione sul numero di donne presenti in Giunta e in Consiglio comunale dal 1970 al 2021. Si è partiti con tre o quattro donne per arrivare, oggi, nell’attuale amministrazione, ad averne avute una quindicina.

Don Berzano ha poi fatto i complimenti al Comune per la candidatura di Asti come “Capitale Europea del Volontariato” definendola «una scelta geniale, controcorrente alle idee neoliberiste, una sorta di Davide contro Golia, ma anche un riconoscimento di quanto sta avvenendo ad Asti da molti anni».

LEGGI L’OPUSCOLO IL VOLONTARIATO E’ DONNA LA POLITICA NO

[foto servizio AGO]

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