Cerca
Chiudi questo box di ricerca.
In attesa di 21 milioni di euro:aziende e condomini debitori di Asp
Attualità

In attesa di 21 milioni di euro:
aziende e condomini debitori di Asp

L’Asp può avere problemi di liquidità? Ad oggi non ci sono particolari problematiche, spiega il presidente Paolo Bagnadentro. Che dal Comune ha ricevuto l'indicazione di mantenere i servizi attuali, non licenziare nessuno e ridurre le spese. Non è escluso che alcune tariffe subiscano ritocchi verso l’alto, come gli abbonamenti mensili agli autobus, attualmente tra i più bassi d'Italia…

L’Asp si prepara all’introduzione della Tares, la nuova tassa sullo smaltimento rifiuti – e non solo – che rimpiazzerà la Tia e che il Governo Monti ha rinviato a luglio mettendo in difficoltà i Comuni e le aziende appaltatrici. Al di là della proposta di spostare al 2014 l’introduzione della Tares, rimane il fatto che la tassa dev’essere pagata per garantire il servizio di raccolta ma, lo slittamento a luglio del prima rata, significa che l’iniezione di liquidità nelle aziende arriverà molto più tardi rispetto agli altri anni. A ciò si aggiunge che nelle casse delle aziende sta per esaurirsi il saldo relativo al 2012, una situazione che rende il loro lavoro ancora più difficile.

E l’Asp in che condizioni si trova? «Abbiamo un fondo rischi di 6 milioni di euro nel quale abbiamo versato di recente 600mila euro – spiega il presidente dell’Asp Paolo Bagnadentro – Quindi il servizio, anche se la Tares fosse pagata a luglio, non subirà alcuna interruzione. In vista della nuova tassa abbiamo fatto fare dei corsi ai nostri impiegati degli sportelli e in questo momento dobbiamo tenere aperti due applicativi sui sistemi informatici, quello per la Tia e quello della Tares».

In una situazione di incertezza nei trasferimenti statali e dopo la decisione del Comune di procedere ad un taglio sul trasporto pubblico di 500mila euro (cui si aggiungono gli 800 mila euro da parte della Regione Piemonte) l’Asp può avere problemi di liquidità? Ad oggi non ci sono particolari problematiche se non la difficoltà di stendere un bilancio certo tenendo conto che dal Comune è arrivata l’indicazione di mantenere i servizi attuali, non licenziare nessuno, ridurre le spese e, aggiunge Bagnadentro, «non andare in default pur sapendo di avere circa 21 milioni di euro di crediti scaduti e non ancora incassati». Chi deve dei soldi all’Asp? «Di questi soldi 17 milioni si riferiscono ad aziende che non pagano la Tia ma anche alcuni enti pubblici, privati che non pagano il servizio dell’acqua potabile e, in particolare, un numero considerevole di condomini che sono in arretrato con i versamenti per il servizio idrico».

Della Tares se ne dovrà occupare molto presto il Consiglio comunale ma, per quanto riguarda i restanti servizi gestiti dall’Asp, non è escluso che alcune tariffe subiscano ritocchi verso l’alto. Vedi il trasporto pubblico il quale, con i sui 30 mila abbonamenti annuali da 13 euro, potrebbe essere leggermente più caro. Non grosse cifre, spiega Bagnadentro: «Gli abbonamenti mensili agli autobus sono tra i più bassi d’Italia senza considerare l’utilizzo gratuito delle navette del centro. Su questo stiamo facendo dei ragionamenti anche se non c’è nulla deciso». E gli stalli blu? «Anche in questo caso si tratta solo di ipotesi – conclude Bagnadentro – I parcheggi potrebbero subire un lieve aumento. In ogni caso toccherà al Comune decidere a riguardo e non certo all’Asp».

Riccardo Santagati
Twitter: @riccardosantaga

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Le principali notizie di Asti e provincia direttamente su WhatsApp. Iscriviti al canale gratuito de La Nuova Provincia cliccando sul seguente link