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In città l’idea degli anelli di traffico erano già presenti nel piano regolatore del 1931

In realtà, questo schema viabile ha origini molto antiche anche perché Asti è rimasta incastrata a livello viario-urbanistico ed edilizio a piani regolatori datati e mai aggiornati

Anelli del traffico già presenti nel 1931

Qualche tempo fa ho letto con interesse sui giornali astigiani la presentazione del nuovo Piano del traffico di Asti, elaborato dallo studio torinese dell’ingegnere Piero Mondo.  Mi ha colpito, in particolare, «l’idea degli anelli concentrici», ovvero aree omogenee delineate per ridurre il traffico verso il centro cittadino.In realtà, questo schema viabile ha origini molto antiche (i cosiddetti anelli, come pure la parola «tangenziale»), anche perché Asti, città di impianto ottocentesco, è rimasta incastrata a livello viario-urbanistico ed edilizio a piani regolatori datati e mai aggiornati.

Piano Regolatore del 1906

Il Piano regolatore e di ampliamento del 1906, firmato da Niccola Gabiani: regolarmente approvato dal consiglio comunale, non venne mai approvato, per ragioni finanziarie, dal Ministero dei Lavori Pubblici.  Il Piano regolatore e di ampliamento del 1931-‘35, affidato a due specialisti in urbanistica, l’arch. Raffaele Fagnoni e l’ing. Enrico Bianchini entrambi di Firenze. Senz’altro lo Studio Mondo ha ripreso in mano lo “Schema” di quest’ultimo, che affrontava tra l’altro il problema viabilità.

Due percorsi tangenziali

Esso proponeva la realizzazione di due percorsi tangenziali destinati a eliminare o ridurre le correnti del traffico di attraversamento della città lungo le sue arterie interne, in particolare il corso Alfieri. La tangenziale nord, adagiata sulla zona collinare che separa la regione della Volta da quella della Torretta, doveva ospitare i mezzi leggeri e veloci.  A proposito di grandi strade a nord, ricordiamo che nel dicembre 1968 venne inaugurato il primo tronco Santena-Asti dell’autostrada Torino-Piacenza (A21) gestita dalla Satap, che transita a pochi chilometri a nord della nostra città, unendo i caselli Est e Ovest.

Mezzi pesanti nella tangenziale a Sud

La tangenziale a sud doveva invece consentire il transito del traffico lento e pesante, utilizzando la vecchia circonvallazione della Stazione ferroviaria nell’area attualmente occupata dagli stabilimenti della Saclà. Per quanto riguarda la viabilità interna, il progetto prevedeva la realizzazione o la sistemazione di tre anelli di traffico preferenziali, integrati a una rete di «arterie diramanti» o «radiali» e a una maglia minore di «strade di lottizzazione». Nella piantina in pagina ecco la tavola del Piano regolatore Bianchini e Fagnoni datata ottobre 1934 e riferita al progetto di nuova viabilità di Asti (Archivio Storico del Comune di Asti). Si notano, con tratteggio a pallini pieni, i cosiddetti anelli del «traffico interno anulare di spina», mentre è disegnato con tratteggio a pallini vuoti il «traffico esterno di testa» (tra cui l’intera ex Contrada Maestra, cioè Corso Alfieri).

La parola “anelli” torna di attualità

La parola «anelli», dunque, è tornata a essere evocata durante la presentazione del nuovo Piano del traffico. Resta da capire se l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Maurizio Rasero avrà forze e lungimiranza tali da modificare lo status quo, tenendo presente che il Piano Bianchini e Fagnoni del ’31, che costituiva un’ipotesi sull’assetto della struttura della grande viabilità di una città che aspirava a diventare capoluogo di provincia, non fu mai approvato dal Ministero.
Stefano Masino

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