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In fascia azzurra tutte le “madrine” delle associazioni d’Arma di Asti

Domenica scorsa la cerimonia di consegna da parte dei presidenti di 13 associazioni astigiane

Cerimonia in piazza San Secondo

Il vento e le temperature rigide non hanno rovinato domenica mattina la cerimonia di “investitura” ufficiale delle tredici madrine delle associazioni d’Arma.
Una cerimonia che si è tenuta fra piazza San Secondo, dove si è tenuto l’alzabandiera, il Comune di Asti dove si è tenuta la consegna delle fasce e la Collegiata per la messa che è seguita anche a ricordo di tutti coloro che hanno prestato servizio al Paese.
La Festa delle Madrine è stata voluta per riconoscere il ruolo delle donne, soprattutto in passato, nel mantenere la pace sociale e nel sostituirsi, non senza difficoltà, ai ruoli degli uomini che andavano in guerra. Ruoli poco conosciuti che si associano anche a mansioni di azine e di protagonismo nei grandi conflitti mondiali.
Un esempio fra tutti, portato durante l’introduzione alla cerimonia, è stato quello delel portatrici carniche. Madri, moglie, sorelle, figlie di soldati al fronte che durante la prima guerra mondiale riempivano le loro gerle con i beni di prima necessità e dalle retrovie salivano fino alle trincee, faticosamente, per rifornire gli uomini al fronte. Tante di loro morirono sotto il fuoco delle cannonate e dei cecchini.

Tutte le madrine

Queste le associazioni i cui presidenti hanno consegnato le fasce alle loro rispettive madrine.

Per l’Unirr il presidente Giovanni Triberti ha consegnato la fascia a Paola Nebiolo; per l’Unuci il presidente Alessandro Raviola a Lucia Portioli. E poi l’Anmi il cui presidente Francesco Martinetto ha investito del ruolo Adelina Zanutto. Lorenzo Gazza, per l’A.A.A. ha reso onore alla loro madrina Maria Borio, Fernando Iacono per l’Anc lo ha fatto per Maria La Bruna Maggiore, Michele Marchese, per l’Anfi, ha consegnato la fascia a Rosalia Cimino, Mauro Capra per l’Anb a Rosalia Negro, Fabrizio Pighin, presidente degli alpini di Asti, ha onorato Giorgetta Gastaudo, “madrina della Casa Alpina”.
Poi è toccato al presidente dell’Anpd’I Daniele Zanetti a “vestire” con la fascia la madrina Antonella Masin, Giovanni Maccagno per Anart I Silvia Delfino, Francesco Bonaccorsi dell’Anai per madrina Maria Alexandra Tecco. Chiudono l’elenco il vicepresidente Gianpaolo Mattana che, per l’Anps ha presentato la madrina Annamaria L’Annunziata mentre madrina dell’Ingortp è Michela Morreale che è stata “investita” della fascia dal presidente Marcello Dezani.

 

Coccarde e fasce cucite a mano dalle “alpine”

Se tutte le madrine hanno la stessa fascia e le stesse coccarde è grazie al lavoro di altre donne, anche loro volontarie, che hanno pazientemente realizzato a mano tanto le fasce quanto le coccarde dorate.
Si tratta delle signore del gruppo “Noi con gli alpini”, capeggiate da una energica Carla Zanutto le quali si sono prese l’impegno di tagliare, orlare, cucire, arricciare e rifinire i segni distintivi delle madrine ma anche i cuscini con i quali sono stati presentati in Municipio nel corso della cerimonia che si è tenuta domenica.
Un lavoro lungo e meticoloso che non ha spaventato le “donne alpine” le quali, nemmeno un anno fa, si erano armate di santa pazienza per realizzare una grande bandiera tricolore che aveva chiuso la sfilata delle penne nere per le vie della città in occasione dell’anniversario dell’addestramento e della partenza della Divisione Tridentina in terra astigiana.
Anche loro avevano partecipato al corteo e avevano portato con orgoglio il grandissimo tricolore dalle dimensioni decisamente “maxi”.
Anche in quel caso era stato realizzato interamente a mano.

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