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In tempo di coronavirus crescono le vendite dei vini Doc e Docg

Nella grande distribuzione le vendite di vino hanno registrato nei primi tre mesi dell’anno un balzo del 7,9 per cento che, in valore, vale un +6,9%

Crescono le vendite dei vini Doc e Docg

L’enolgia è tra i grandi malati causa lockdown.
Chiusi bar, ristoranti ed enoteche, con l’export in difficoltà, le vendite si sono concentrate sui negozi di alimentari sottocasa e, soprattutto, la grande distribuzione.
Proprio da questa arriva la sorpresa: le vendite di vino hanno registrato nei primi tre mesi dell’anno un balzo del 7,9 per cento che, in valore, vale un +6,9%.
Lo rivela uno studio condotto dall’istituto Iri per Vinitaly che ha condotto la rilevazione nel periodo gennaio -19 aprile.

Gli incrementi nel dettaglio

Nel dettaglio i vini Doc e Docg sono cresciuti del 6,8% (+ 7,6% a valore), i vini Igp e Igt del 10,5% (+7,7% a valore), i vini comuni del 7,2% (+4,1% a valore), le bollicine dell’1,2% (+1,6% a valore). A marzo i vini Doc e Docg sono aumentati del 9,9%, mentre i vini Igt del 4,0%.  In calo le bollicine che sono scese del 5,4%, mentre il Prosecco è cresciuto dell’8,3%. In ripresa il vino in brik, che a marzo è cresciuto dell’8,8%.
Il bag in box (il formato da due litri e mezzo con il rubinetto) è cresciuto del 36,8% (Iper, Super, Libero Servizio Piccolo).

Flessione delle bollicine

Nelle due settimane pasquali le vendite di vino sono aumentate del 10,2%, mentre si è verificata una sensibile flessione delle bollicine: – 38%. «Nella Distribuzione Moderna si è comprato più vino perché il consumo a casa ha sostituito, in parte, quello fuori casa, ma è diminuita la spensieratezza e quindi la volontà di stappare uno spumante – commenta Virgilio Romano, Business Insight Director di Iri – Da inizio anno la crescita maggiore la fanno registrare il vino IGP e il vino da tavola.

Meno tempo per scegliere

La crescita dei vini Doc/Docg, pur sostenuta, è frenata probabilmente dalla minore scelta assortimentale presente nei negozi più piccoli e dal minor tempo dedicato all’acquisto, conseguenza delle indicazioni fornite dai punti vendita di ridurre i tempi della spesa».

La chiusura del canale Horeca

«La crescita degli acquisti di vino nella Grande Distribuzione in regime di lockdown è significativa, in particolare a volume, ma non basta a colmare il gap di domanda che si è creato con la chiusura del canale Horeca, specie per la fascia alta delle etichette» analizza Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. Interessante la rilevazione dei vini più venduti. In cima alla classifica troviamo il Lambrusco seguito da Montepulciano d’Abruzzo, Chianti Docg, Sangiovese e la Barbera.
Giovanni Vassallo

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