Soluzioni diverse, ma quali risultati?
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Soluzioni diverse, ma quali risultati?

I campi nomadi di Asti, non solo quelli abusivi, sono da sempre un problema bipartisan che ha attraversato numerose amministrazioni senza che sia mai stato trovato un modo per far sposare i diritti

I campi nomadi di Asti, non solo quelli abusivi, sono da sempre un problema bipartisan che ha attraversato numerose amministrazioni senza che sia mai stato trovato un modo per far sposare i diritti (ma anche i doveri) dei residenti con gli obblighi imposti dal vivere in una società dotata di regole e sanzioni per chi non le rispetta. Sull'annosa questione dei nomadi le amministrazioni, tutte, hanno dimostrato sensibilità e visioni politiche molto diverse, ma i risultati sono stati piuttosto discutibili. Prova ne è il fatto che si sono poi mossi i cittadini, con raccolte firme, esposti in Procura (come nel caso dei roghi accesi nei pressi del campo di via Guerra), minacce di chiamare le tv nazionali e quant'altro nel tentativo di chiedere maggiori controlli e l'applicazione del regolamento dei campo che risale al 2000.

«L'amministrazione attuale non può dire che non è stato fatto nulla da chi l'ha preceduta perché le denunce per gli abusi edilizi erano partiti da noi e si erano messe in moto una serie di soluzioni per contenere i costi di gestione – ricorda l'ex vice sindaco Ebarnabo in carica dal 2007 al 2012 – Esisterebbe la continuità amministrativa, ma non mi risulta che si sia continuato sulla strada intrapresa a suo tempo».
Nell'ottobre del 2013, un anno dopo aver vinto le elezioni, il sindaco Brignolo dichiarò: «Il nostro approccio ai problemi dei campi nomadi è molto semplice e concreto: da un lato cerchiamo di garantire condizioni umane e dignitose di vita nei campi, portiamo i bambini a scuola, favoriamo l'integrazione; dall'altro chiediamo il rispetto di regole minime di convivenza a chi abita i campi, come a tutti gli altri cittadini, chiedendo anche alla Questura di allontanare le persone che riteniamo pericolose. Quel che è certo è che abbiamo abbandonato la vecchia strategia, rivelatasi dannosa, di far finta che i problemi non esistano».

Soltanto a fine maggio di quest'anno il Comune è riuscito ad emettere bollette dei rifiuti e dell'acqua (oggi le piazzole sono dotate di singoli contatori) a carico dei residenti dei campi nomadi, famiglia per famiglia, così da tentare di superare il mancato rimborso per la difficoltà di imputare i costi ad personam. Ci vorrà ancora un po' di tempo per capire se il nuovo metodo sortirà gli effetti sperati, ma nel frattempo le elezioni amministrative si avvicinano e il tema terrà sicuramente banco nel dibattito politico cittadino.

r.s.

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