"Diffidate sempre degli sconosciutie non aprite la porta di casa"
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"Diffidate sempre degli sconosciuti
e non aprite la porta di casa"

«Non aprite quella porta». Sebbene si tratti di uno slogan forte è esattamente questo il messaggio lanciato durante la lezione antitruffe organizzata all'Università in collaborazione con CNA Pensionati. Una lezione di grande attualità cui hanno partecipato numerosi pensionati interessati a conoscere i metodi per difendersi dai soliti ignoti e le tecniche di raggiro più diffuse nell'Astigiano. A fare gli onori di casa Mario Tanino…

«Non aprite quella porta». Sebbene si tratti di uno slogan forte è esattamente questo il messaggio lanciato durante la lezione antitruffe organizzata all'Università in collaborazione con CNA Pensionati. Una lezione di grande attualità cui hanno partecipato numerosi pensionati interessati a conoscere i metodi per difendersi dai soliti ignoti e le tecniche di raggiro più diffuse nell'Astigiano. A fare gli onori di casa Mario Tanino (vice presidente CNA Pensionati, Gianna Grillone, presidente e Guido Migliarino, presidente provinciale CNA).

L'amministrazione comunale ha sostenuto l'iniziativa e il sindaco Brignolo ha portato un saluto ai presenti ricordando l'importanza di fare rete per difendersi dai malviventi. «E' fondamentale che tutti noi diventiamo sentinelle sul territorio – ha detto il sindaco complimentandosi con la CNA per la lodevole iniziativa – perché la vera prevenzione passa attraverso tutti». Migliarino ha invece annunciato un importante lavoro con le scuole, a partire da settembre, «poiché i ragazzi sono soggetti molto vulnerabili quando si trovano a casa da soli. Voi stessi – ha aggiunto rivolgendosi ai presenti – potreste essere quelli che informeranno amici e conoscenti di queste truffe affinché non siano le prossime vittime».

L'assessore ai Servizi Sociali Piero Vercelli ha invece ricordato l'impegno del Comune per far sentire meno sole le persone anziane ma sono stati gli esperti delle forze dell'ordine a spiegare nel dettaglio come agiscono i truffatori e come difendersi (vedi articoli in pagina). «Non siamo più negli anni ?50 e quindi dobbiamo mettere da parte l'onestà intellettuale non aprendo la porta agli sconosciuti – ha spiegato il luogotenente dei carabinieri Gian Mario Pirastru – In tutti voi deve nascere un pizzico di attività investigativa perché voi conoscete la realtà nella quale vivete. Se notate una macchina sospetta annotatevi almeno un paio di numeri di targa o fotografatela con il telefonino, senza farvi vedere. Oppure tenete a mente eventuali sconosciuti, se sono alti, bassi, se hanno tatuaggi, perché ciò potrebbe rivelarsi utile per identificarli».

In caso di dubbi è sempre meglio chiamare il 112 o il 113, anche se lo sconosciuto di turno racconta di essere incaricato di qualche ente o di essere un poliziotto o un carabiniere, mostrando un tesserino che potrebbe rivelarsi falso. «Le truffe ai danni di anziani sono in aumento perché i truffatori hanno sviluppato nuove tecniche che li portano nella familiarità delle vittime – ha puntualizzato il dott. Loris Petrillo, dirigente della squadra mobile di Asti – La truffa è un reato particolare dove la vittima è la prima a dare una mano al truffatore, aprendogli la porta e consegnando nelle sue stesse mani il denaro. Nella maggior parte dei casi i truffatori sono due – ha aggiunto – e voi non dovete mai aprire ma, se lo fate, non opponete resistenza e assecondateli mettendoli a loro agio. Poi, trovate una scusa per allontanarvi da loro e chiamare il 113 o il 112, magari usando il telefonino».

Roberto Pastrone, vice comandante della polizia municipale, ha invece evidenziato alcuni aspetti del raggiro: «Queste persone non hanno paura di nulla salvo che perdere tempo perchè per loro il tempo è tutto. Se pensate di essere davanti ad un truffatore cercate di prendere tempo, fate finta di chiamare qualcuno e quasi certamente la truffa fallirà». Altro suggerimento fornito dal vice comandante Pastrone è quello di non parlare mai di se stessi o della propria famiglia mentre si è in coda al supermercato («c'è sempre qualcuno che potrebbe ascoltare e scoprire molti dettagli della vostra vita») e di evitare di mostrare il portafoglio per fare l'elemosina agli sconosciuti. «Se proprio volete dare dei soldi – ha aggiunto – tenetevi da parte qualche moneta in modo che non sia insieme alle banconote e ai vostri documenti».

Riccardo Santagati

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