Intanto prosegue il lungo iterdella discussa Variante urbanistica
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Intanto prosegue il lungo iter
della discussa Variante urbanistica

Il caso del motocross di Valmanera, oltre a dividere ambientalisti e appassionati delle due ruote, ha creato un vivace contrasto politico. E' attualmente in corso di valutazione un progetto di

Il caso del motocross di Valmanera, oltre a dividere ambientalisti e appassionati delle due ruote, ha creato un vivace contrasto politico. E' attualmente in corso di valutazione un progetto di Variante che, secondo i promotori (in questo caso l'ex Giunta Galvagno), dovrebbe regolarizzare la pista dal punto di vista urbanistico e concedere ai gestori la riapertura dell'impianto. Una Variante molto contestata dal centrosinistra che, salito al governo della città nel 2012, ha invece apprezzato la sentenza del TAR il quale, accogliendo il ricorso del WWF, parla di «attività potenzialmente dannosa per il contesto ambientale sottoposto a tutela vincolistica». La pista si trova infatti su un'area "agricola soggetta a vincolo di tutela paesaggistica" e ricade nel Sic di Valmanera (Sito di importanza comunitaria). In questo momento le due cose non possono convivere sebbene l'abbiano fatto in deroga per molto tempo.

«Non è una novità né una sorpresa che questa amministrazione abbia nel suo programma la delocalizzazione della pista di motocross in un luogo più adatto – commenta l'assessore all'Ambiente Alberto Pasta – Nel frattempo stiamo lavorando per ottenere dalla Regione l'approvazione del Piano di gestione del Sic di Valmanera che, così, sarebbe gestito direttamente dal Comune di Asti». A quanto sembra tutte le speranze degli appassionati di vedere riaperta la pista sono riposte sull'iter della Variante che sta procedendo secondo i modi e i tempi previsti dall'accordo programmatico. A dicembre è stata convocata una commissione congiunta (Sport, Ambiente e Urbanistica) per una disamina della pratica dopo la consegna del parere geologico della Regione Piemonte.

«La nostra volontà è quella di approfondire la Variante in modo serio e lo stiamo facendo valutando gli elaborati propedeutici alla VAS (Valutazione ambientale strategica ndr) – commenta il vice sindaco e assessore all'Urbanistica Davide Arri – Soluzioni tecniche, per eventualmente sanare dal punto di vista urbanistico e ambientale la pista, ci sarebbero ma sono decisamente molto costose e ovviamente sarebbero a carico del gestore». Si tratterebbe di stralciare circa metà del percorso, ridisegnare quello restante e costruire un muro tra la pista e l'area verde circostante per un costo di circa 350.000 euro. Nell'aria anche un'ipotesi di spostare l'impianto altrove, in un campo nella zona di corso Alessandria ma, allo stato attuale, non c'è nulla di ufficiale né esiste una formale richiesta presentata in Comune per studiare una soluzione in tal senso.

Riccardo Santagati

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