Inventarsi un lavoro in tempodi crisi: lo chef a domicilio
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Inventarsi un lavoro in tempo
di crisi: lo chef a domicilio

Sembra inutile ormai ribadire le difficoltà che i giovani incontrano al giorno d’oggi nel trovare un impiego: immobilismo del mercato del lavoro, reticenza e impossibilità da parte delle aziende

Sembra inutile ormai ribadire le difficoltà che i giovani incontrano al giorno d’oggi nel trovare un impiego: immobilismo del mercato del lavoro, reticenza e impossibilità da parte delle aziende ad assumere nuovi dipendenti e penalizzanti condizioni a cui devono sottostare molti giovani se vogliono mantenere il posto di lavoro. “Se non uccide fortifica” recita il detto e questa realtà è più che mai vera di fronte a situazioni di questo tipo. Due sole sono le strade possibili: abbattersi, rinunciare ai propri desideri e farsi sopraffare dallo sconforto o cercare soluzioni alternative. Il contratto a tempo indeterminato sembra sempre di più diventare solo un lontano ricordo, ma in qualche modo bisogna pur portare a casa la pagnotta. Come fare allora? Inventandosi un lavoro da zero partendo dalle proprie capacità.

Questa è l’esperienza di Carla Gori (29 anni) di Alfiano Natta la quale, lasciando un impiego poco soddisfacente e che portava avanti con difficoltà crescenti, ha deciso di compiere un salto nel vuoto per realizzare un giorno il suo sogno di aprire un agriturismo insieme al marito Alberto. La bravura in cucina e la precedente esperienza di cameriera sono gli assi nella manica che ha sfoderato per mettere in piedi la sua attività. Carla è uno chef a domicilio cioè lavora direttamente nella cucina di casa su commissione dei clienti. La sua attività si chiama “t.asti” e offre servizi di catering per ricorrenze, feste private, battesimi, ma il suo cavallo di battaglia sono senz’altro i dolci, da quelli tradizionali alle originali proposte del cake design. Un’attività cominciata quasi per gioco un paio d’anni fa preparando torte per gli amici e che, ingrandendosi, le ha permesso di sganciarsi dal precedente lavoro per fare della sua passione il suo nuovo mestiere.

E’ iniziato tutto così, grazie al passaparola e man mano è nata una rete di clienti, contatti e collaboratori grazie soprattutto alla visibilità offerta dal web. Aprire un negozio sarebbe risultato molto dispendioso nonché svantaggioso perché i primi guadagni sarebbero stati destinati a coprire le spese o risucchiati dalle tasse. Ecco quindi che sfruttare la propria cucina o quella dei clienti permette un bel risparmio e la possibilità di fare marcia indietro nel caso in cui l’attività non avesse successo. Compito dello chef a domicilio è procurare le materie prime, considerando le richieste del cliente per offrire un prodotto bello a vedersi e buono nel gusto. Non è però certo tutto rose e fiori: come spiega Carla, per i primi tempi è necessario fare sacrifici e scendere a compromessi. I guadagni iniziali sono minimi, la clientela è ancora limitata, si sprecano materiali perché non si ha ancora dimestichezza con le dosi degli ingredienti, si impiegano molte ore per portare a termine il lavoro.

Nonostante tutto, se la passione è il vero motore e se si è determinati si possono ottenere nel lungo tempo buoni risultati: «bisogna accettare di dover compiere dei sacrifici e vederli come un investimento per il futuro», commenta Carla. Non si vive di solo pane e nemmeno di soli dolci e per questo motivo anche i catering e la partecipazione alle fiere gastronomiche sono importanti. In particolare Carla ha voluto coniugare questa esigenza con il desiderio di valorizzare il territorio in cui vive: è nato così il gruppo “I Monferritici”, una rete di amici viticoltori, cuochi e artigiani che unitamente vende i propri prodotti durante fiere ed eventi della zona. Duplice è lo scopo: promuovere il territorio puntando sulla genuinità delle materie nostrane e creare un circuito turistico enogastronomico per incentivare le reciproche attività.

Qualche consiglio da Carla per chi fosse intenzionato a seguire le sue orme. Abilità culinarie e organizzazione in cucina sono l’abc da cui partire, oltre alla serietà nel rispettare le scadenze e nell’essere consci dei propri punti di forza e dei propri limiti. E poi fare una stima delle ore di lavoro impiagate e del costo degli ingredienti, comprare piccole quantità per evitare sprechi e proporre prezzi adeguati tenendo conto della necessità di riservarsi un margine di guadagno. La voglia di sperimentare, di perfezionarsi e di cercare sempre nuove proposte creative farà sì che non sia mai un lavoro noioso. Infine, su tutto, la perseveranza, il non arrendersi di fronte alla prima difficoltà: «bisogna darsi tempo per migliorare, non pretendere tutto subito e non spaventarsi perché se questo mese è andata male non vuol dire che il prossimo sarà uguale».

Alice Ferraris

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