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Iviglia: “Canto l’Inno d’Italia e telefono agli anziani per ragalare parole di conforto”

Ferie forzate nella sua casa di Castell'Alfero, a causa dell'emergenza Coronavirus, per il tenore astigiano

Ferie forzate a Castell’Alfero

Periodo di ferie forzate nella sua casa di Castell’Alfero per il tenore astigiano Enrico Iviglia.
L’emergenza sanitaria in atto a causa del Coronavirus ha infatti bloccato i numerosi impegni professionali dell’artista che, in questo periodo, consistevano in esibizioni nei teatri italiani ed europei e in incontri di presentazione del suo primo libro “Ad alta voce” – Storia di un ragazzo diventato tenore” (Letteratura alternativa edizioni).

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Pubblicato da Enrico Iviglia su Domenica 15 marzo 2020

 

«Sono a casa, nel mio paese originario, Castell’Alfero, e mi dedico allo studio e alla contabilità», racconta. «Inoltre sono in contatto costante con teatri e organizzatori di spettacoli per tenere sotto controllo la mia attività. Io non sono dipendente di un teatro, ma un libero professionista. Per me è fondamentale esibirmi, per cui non nascondo di essere molto preoccupato».

La preoccupazione

Quando stava scoppiando l’emergenza sanitaria Iviglia si trovava in Germania. «Ero a Colonia tra il 23 e il 24 febbraio – ricorda – e in Italia cominciava a manifestarsi il problema, mentre in Germania nessuno ci pensava ancora. Io facevo le prove per un concerto di arie d’opera che poi si è regolarmente tenuto (tratto da “L’Isola d’Alcina” di Giuseppe Gazzaniga) e cominciavo a percepire un certo timore nei miei confronti perché i Tedeschi consideravano l’Italia, soprattutto del Nord, la culla del contagio. Poi, successivamente, hanno cominciato ad annullare gli spettacoli anche all’estero, come il concerto con altri due tenori che dovevo tenere nei giorni scorsi in Russia. Di conseguenza sono tornato a casa tra mille difficoltà a causa di voli cancellati o cambiati. A questo punto la mia preoccupazione principale è che, siccome mi esibisco in Italia e all’estero, sono destinato a subire il blocco dell’attività culturale su due “fronti diversi”, con un conseguente allungamento dei tempi in quanto all’estero il contagio si sta diffondendo con alcune settimane di ritardo rispetto al nostro Paese».

Le presentazioni del libro

Iviglia ha anche sospeso la presentazione del libro, che in questo periodo prevedeva diverse date in Piemonte e in altre città del Nord Italia, e appuntamenti di vario tipo, come l’intervento presso la scuola media Parini di Asti in occasione della Settimana della cultura.

L’Inno d’Italia

«In questa situazione per me molto difficile – conclude – cerco comunque di pensare positivo. Infatti sono sicuro che il futuro sarà migliore, tanto che ho diffuso un video in cui canto la terza strofa dell’Inno di Mameli per dare un messaggio positivo e di forza. Inoltre cerco di dedicarmi ad attività rasserenanti, come il giardinaggio, e di rendermi utile, per quanto posso, telefonando agli anziani del mio paese per regalare parole di conforto».

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