L’educazione all’ambienteparte dai banchi di scuola
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L’educazione all’ambiente
parte dai banchi di scuola

Progetti in collaborazione con le scuole astigiane, controllo del territorio e mediazione con le autorità locali. Il 2015 è stato un anno impegnativo per i volontari dell’associazione “Valle

Progetti in collaborazione con le scuole astigiane, controllo del territorio e mediazione con le autorità locali. Il 2015 è stato un anno impegnativo per i volontari dell’associazione “Valle Belbo Pulita” che giovedì scorso si è riunita a Canelli per ascoltare la relazione del Presidente Gian Carlo Scarrone sull’attività svolta. «L’educazione ambientale è il tema principale sul quale si muove l’associazione per educare alla custodia della Terra» ha esordito Scarrone, ricordando il suo impegno tra le aule degli istituti scolastici della valle in cui 500 ragazzi sono stati avvicinati alle tematiche ambientali. Studenti che hanno avuto modo di partecipare ad un concorso promosso dall’associazione e dove le classi più meritevoli hanno ricevuto un contributo di 1.600 euro. Altra questione quella del controllo del territorio, un ruolo attivo che “Valle Belbo Pulita” si è assunta dal 2008 con particolare attenzione alla salute del torrente Belbo e dei suoi affluenti, specie nel periodo della vendemmia.

«Il nostro impegno non è stato solo “da scrivania”, non ci limitiamo a fare solo i “colletti bianchi”. Quando è stato necessario siamo scesi in campo, ci siamo sporcati le mani e gli scarponi» ha dichiarato Scarrone, facendo riferimento al suo impegno, e a quello di altri volontari dell’associazione, che nel tempo lo ha visto perlustrare il territorio tra i canneti, nel fango, vicino ai corsi d’acqua, allo scopo di individuare coloro che scaricavano abusivamente acque reflue del torrente. «Tutte le volte che si è reso necessario fare un esposto è stato fatto, in stretto contatto con  la Autorità territorialmente competenti e i funzionari  dell’ ARPA – ha aggiunto Scarrone –  Tale attività ha impegnato  un notevole numero di  sorveglianti, specie nel periodo vendemmiale. Sono stati mobilitati i soci volontari, il gruppo della  Protezione civile di Canelli, i Carabinieri in congedo di Castagnole Lanze e di Canelli e alla fine direi che ne è valsa la pena».

In effetti, questa attività di controllo e di denuncia , condotta con particolare intensità negli ultimi anni, ha fatto sì che le acque del Belbo siano oggi gradevoli alla vista, senza colorazioni anomale. Anche le esalazioni maleodoranti sono ormai un brutto ricordo. Altro risultato conseguito, l’aver stabilito contatti diretti con le autorità locali e regionali al fine di avviare un programma di risanamento e di costruzione di collettori di acque reflue nella zona compresa tra le provincie di Cuneo e Asti allo scopo di salvaguardare il rio Tinella e il Belbo.

Lucia Pignari

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