La mensa di corso Genova si rinnova
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La mensa dei poveri di Asti si rinnova

Taglio del nastro per il nuovo magazzino, ma sono stati tanti i lavori di ristrutturazione finanziati grazie alla generosità di privati e associazioni

La mensa dei poveri di corso Genova, di proprietà del Comune, ma gestita dalle Suore della Pietà, è stata oggetto di importanti lavori di ristrutturazione per un valore complessivo di circa 100mila euro.

La particolarità di questi interventi migliorativi, per l’unica mensa sociale italiana ancora direttamente in capo ad un Comune, è data dal fatto che diversi soggetti, anche associazioni, hanno voluto sostenere una parte del progetto finanziandolo direttamente o raccogliendo fondi tra la cittadinanza.

Venerdì pomeriggio le autorità civili, tra cui il sindaco Maurizio Rasero, l’assessore alle Politiche Sociali Mariangela Cotto, l’assessore al Turismo Loretta Bologna, ma anche il vescovo Marco Prastaro, il senatore Massimo Berutti e buona parte del mondo del volontariato che collabora con il Comune, o direttamente con le suore, hanno tagliato il nastro del nuovo magazzino dove vengono stoccate le derrate alimentari e le bevande poi offerte ai più poveri.

Nuovi anche i bagni, posizionati nel cortile dopo l’ingresso principale, la contro-soffittatura dei locali, le luci, il bancone per tenere in caldo le pietanze, la lavastoviglie industriale (donata da un privato per un valore di 4.000 euro) e la cucina con otto fuochi e una serie di migliorie rispetto a quella adoperata in passato.

Tra i partner del progetto anche la Fondazione CRT, i club di servizio, l’impresa Ruscalla e l’associazione “Il Dono del Volo” rappresentata da Giorgio e Caterina Calabrese.

Un momento di profonda commozione è stata l’intitolazione del refettorio a Raffaela Ballario, deceduta prematuramente. A scoprire la foto con l’immagine della giovane è stato il padre Bruno Ballario che, in passato, era proprietario dei locali che oggi ospitano la mensa di corso Genova.

«Questa è l’unica mensa in Italia di proprietà di un Comune, seppur gestita dalle suore fin dal 1932 – ha ricordato il sindaco – Qui chi ha diritto può trovare ogni giorno da mangiare, ma non si nega un piatto a nessuno e l’importanza di questa realtà l’abbiamo vista anche durante la pandemia. La mensa sociale – ha aggiunto Rasero – ha saputo offrire risposte importanti ai nostri concittadini senza che nessuno restasse indietro. Mi preme evidenziare che la mensa di corso Genova è un progetto trasversale che va oltre le singole amministrazioni comunali. Anzi, direi che sia un esempio di continuità amministrativa di cui la città dovrebbe essere orgogliosa».

Il senatore Massimo Berutti si è complimentato con le suore e con tutti i volontari che animano e mantengono la mensa in funzione. «Il fatto che oggi ci siano tutti i mondi della città, racchiusi in questo contesto, è significativo – ha commentato – Il volontariato, in tutte le sue forze, è senza dubbio uno degli elementi più importanti che possano sostenere l’operato di un’amministrazione».

Dopo il taglio del nastro e la benedizione impartita da monsignor Prastaro («Gesù viene a pranzo tutti i giorni in questo luogo»), i presenti hanno avuto modo di effettuare un giro attraverso i locali della mensa e già nuove iniziative stanno nascendo per continuare a sostenere questa realtà che, anche nel dopo Covid, con la crisi economica che ha scatenato, continuerà a essere un piccolo faro nella notte, un luogo di ristoro per i più bisognosi e di speranza per chi, specie in città, deve fare i conti con le nuove povertà.

[foto Ago]

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