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La protesta degli ambulanti di piazza Alfieri culmina con un esposto contro il Comune

Mercoledì nuove tensioni tra furgoni imbottigliati tra i banchi e lamentele tra gli operatori: «Questo mercato è peggio che la morte»

Continua la protesta di parte degli ambulanti astigiani, scontenti per l’attuale posizionamento del mercato di piazza Alfieri. Mercoledì una decina di loro ha dimostrato l’impossibilità di uscire dalla piazza quando la stessa è ancora occupata dai banchi.

«Sono due gli orari per smontare, – spiega la commerciante Raffaela Gigliodoro – le 14 e le 19, ma chi è al centro non può andare via meno che non abbiano sbaraccato anche i vicini». Con questa nuova piantina, spazi ridotti e corridoi stretti, impediscono qualsiasi tipo di manovra a furgoni lunghi anche più di sette metri tanto che due ambulanti, subito dopo la manifestazione, si sono recati alla stazione dei carabinieri di Asti dove hanno fatto un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare un presunto caso di violenza privata e una situazione di forte disagio legata all’attuale disposizione dei banchi, voluta dalla giunta Comunale di Asti.

«A seguito di questa nuova mappa – si legge nella denuncia – risulta impossibile entrare e uscire liberamente dall’area mercatale, poiché gli spazi tra i banchi non rispettano il regolamento nazionale di sicurezza, misure che creano problematiche anche alla sicurezza degli avventori poiché in caso di emergenza non sarebbe possibile il passaggio agevole dei mezzi di soccorso».

Oltre 40 le firme raccolte tra gli ambulanti scontenti. «L’assessore e vicesindaco Marcello Coppo ha detto che sta guardando come risistemare la piazza – commenta il commerciante Bruno Monteleone – ma c’è poco da sistemare: o toglie i parcheggi o il problema rimane. Tra l’altro si voleva una piazza più omogenea, mentre così è spezzettata: è peggio che la morte!».

La mancanza di guadagno è un altro tasto preoccupante: «Oggi (mercoledì per chi legge ndr) ho incassato 15 euro – afferma a questo proposito Monteleone – quando prima erano 700/800/1.000 e più euro, così non mi pago nemmeno le spese». Un danno economico non indifferente.

«L’assessore Coppo, interpellato, ha detto che ci vuole ancora tempo, che ha chiamato un tecnico per rifare la piantina del mercato,  – sottolinea Gigliodoro – ma che la piantina non è ancora pronta». «Intanto noi abbiamo fornitori e tasse da pagare  – incalzano altri operatori – e, in tutto ciò, non c’è nemmeno il sostegno da parte degli ambulanti che hanno posti privilegiati e che quindi stanno ben zitti. Dovrebbe essere l’amministrazione a risolvere questi problemi».

E ancora: «Coppo doveva ascoltarci e parlare con noi per cercare una soluzione; non dico che non faccia niente ma deve parlarne con chi lavora, deve riconoscere la commissione formata da me, – insiste Raffaela Gigliodoro – da Salvatore Resina e da Cristiano Maschio, una commissione regolarmente eletta da piazza Alfieri. La protesta di oggi – sottolinea – è servita per attirare ancora l’attenzione, per dimostrare che parte degli ambulanti è sul piede di guerra, e che altri sono pronti a fare denunce alla Procura della Repubblica».

Anche il previsto incontro tra Coppo e GOIA (Gruppo Organizzato Indipendenti Ambulanti) è stato annullato. «L’abbiamo fatto saltare – conclude la commissione – perché l’assessore deve innanzitutto rivolgersi a noi e poi perché il GOIA voleva intervenire politicamente mentre noi abbiamo gente che rischia la fame».

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