«La Regione assuma almeno mille infermieri»
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«La Regione assuma almeno mille infermieri»

«Vorremmo celebrare questo avvenimento con entusiasmo. Parlare delle competenze che mettiamo in campo, delle gratificazioni e delle soddisfazioni. Vorremmo poter dire che abbiamo la possibilità di assistere i pazienti

Anche il direttivo astigiano del Nursind (sindacato delle professioni infermieristiche) ha partecipato al presidio giovedì scorso davanti all’ospedale Molinette di Torino. Insieme al segretario di Asti, Gabriele Montana, i colleghi: Francesco Coppolella (coordinatore regionale Nursind), Vincenzo Torchia (vice-coordinatore regionale), Giuseppe Summa (segretario provinciale Torino), Salvatore Lo Presti (segretario provinciale Alessandria, nonché membro del direttivo nazionale Nursind) e Roberto Amerio (segretario Nursind Verbania).

In occasione della giornata internazionale dell’infermiere, Nursind ha deciso di dare voce ai diritti dei lavoratori. «Vorremmo celebrare questo avvenimento con entusiasmo. Parlare delle competenze che mettiamo in campo, delle gratificazioni e delle soddisfazioni. Vorremmo poter dire che abbiamo la possibilità di assistere i pazienti nel miglior modo possibile, di poter rispondere ai loro bisogni di cura in modo sicuro e privo di rischi e soprattutto di potergli garantire una dignità», afferma il coordinatore regionale Nursind, Francesco Coppolella. «Purtroppo tutto questo non è possibile perché oggi quella dignità non è garantita neanche agli infermieri».

Per quest’ultima ragione, le segreterie provinciali Nursind provenienti da Asti, Alessandria, Torino e Verbania hanno deciso di allestire un banchetto per informare tutti gli utenti, tramite volantinaggio e divulgazione, su quella che è la reale situazione dell’infermiere piemontese, sempre più demansionato dal suo reale ruolo sanitario, il tutto a causa di politiche non in grado di utilizzare al meglio il potenziale di una professione a tutto vantaggio dei cittadini. Oggi infatti sono ancora tanti gli infermieri costretti a svolgere compiti ausiliari, di pulizia e compiti amministrativi. «Chiediamo con forza una rapida revisione dell’art. 49 del codice deontologico da parte dei collegi Ipasvi, per evitare che gli infermieri siano sempre più demansionati e sfruttati», ha ribadito il segretario astigiano di Nursind, Gabriele Montana.

Il contestato articolo costringe infatti l’infermiere a sopperire alle carenze e ai disservizi nei casi “eccezionali”, concetto che negli ultimi anni si è trasformato in “consuetudine”, tanto da far svolgere alla figura professionale che viene formata a partire dalle università prima, e sul campo poi, compiti non propri, togliendo tempo prezioso all’assistenza e agli assistiti. La giornata internazionale dell’infermiere però, è stata un’occasione anche per denunciare il silenzio del Governo sul ricorso europeo presentato da Nursind, relativo al blocco del rinnovo contrattuale dell’infermiere, ormai fermo da diversi anni.

Facendo luce sulle criticità che ogni giorno l’infermiere si trova ad affrontare, Nursind ha ribadito come siano oltre 1 milione le ore di straordinario (spesso non retribuite) che gli infermieri si portano dietro come un macigno, una situazione definita come «insostenibile». Ancor più se si pensa alla grave carenza in numeri degli infermieri presenti, una situazione divenuta ormai «cronica», tanto da spingere il Nursind a chiedere alla Regione Piemonte l’immediata assunzione di almeno 1.000 infermieri. Solo così sarà possibile garantire la corretta tutela del paziente ed una maggiore salute all’utente.

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